lunedì 6 gennaio 2020

Fotografia

È mattina. Sto andando a lavoro. Roma è appesa ad un filo di nebbia. È sabato, il primo sabato dell’anno nuovo. Non c’è traffico. La foschia leggera si alza come un sipario sopra allo spettacolo del sole lucido di gennaio che si staglia in barlumi contro un cielo blu da lasciare senza fiato. C’è luce, una luce nitida dopo tanto grigio, dopo tutta la pioggia che è caduta negli ultimi mesi; è come se dio o chi per lui avesse fatto pulizie straordinarie sul mondo e, dopo, avesse lasciato le finestre aperte. Il freddo benefico ti entra nelle ossa.

Sono in netto anticipo. Mi sono fermata al bar. Al solito bar. Quello di tutte le mattine. Il raccordo è vicino; solo che il rumore è più sottile e c’è meno confusione. Mi sono fermata al bar perché ho bisogno di un caffè, di una sorsata di vita che si fissi sulla tela di questa mattinata da incorniciare.

Sono davanti al bancone, attendo. La barista è lenta; anche lei rifiata, respira di pancia i pochi avventori. Ci siamo io, un signore anziano e una coppia che ho notato in altre mattine di corse e rinculi di tazzine. Li guardo meglio: lui e lei. Avranno la mia età, quell'età a cavallo tra i sogni sognati e quelli che si sono tramutati in desideri da scavare. Li guardo. Hanno corpi abbandonati al piacere della vicinanza, senza fretta, in un muto rincorrersi di molecole che sprigiona scintille di benevolenza reciproca verso loro stessi e verso il creato. È lei che si sofferma ad esaminare i dolci: sta scegliendo la colazione per entrambi. Ogni tanto si gira a sorridergli, lo ammanta di un sorriso fiducioso. Lui guarda lei. Non gli interessa il cibo. La fissa, l’accarezza con lo sguardo, gli posa gli occhi sul collo, all'altezza della nuca, dove si dice vi sia l’origine della vita. È quello che va cercando. Cerca dove lei ha avuto inizio, dove si è generata. Cerca il senso di quell'incastro, di quella magia che lo inchioda al suo profumo. Immagino questo.

Si siedono. L’uno accanto all'altra. Si sono tolti le giacche. Si sono circondati di un tenero arco di pace: il resto del locale non li raggiunge. Non mangiano subito. I cappuccini rimangono a sfumare l’aroma del latte, la schiuma si dirada. Parlano. Hanno fiumi di parole e di emozioni che li attraversano impetuosi, in un moto perpetuo. Parlano fitto, si travasano le anime in parole. Uno dei cellulari che hanno posato sul tavolo vibra. Lui lo afferra, risponde, mette sù una maschera dura, composta, di chi è abituato a farsi ascoltare. Iniziate senza di me, sto arrivando, dice. Adesso è contrariato, controlla in automatico l’orologio sotto al polsino della camicia. Lei non smette di sorridergli. Gli copre una mano con la mano, gli restituisce la beatitudine. Lui si porta quella coperta di dita al viso, se la imprime sulla guancia sbarbata di fresco, ne sfiora il palmo con le labbra ruvide. L’interlocutore al telefono è già lontano. Sono di nuovo loro due.

Si ricordano della colazione. Fanno finta di prestarvi attenzione. Lei dice qualcosa, lui ride di gusto; poi, si allunga a pulirle l’angolo della bocca da una traccia di zucchero a velo. Rimangono sospesi in quel gesto di innocente dedizione, come se non ci fosse più motivo di dare un seguito a questo giorno.

Invece, si rialzano. Non si sono accorti dei miei sguardi. Non si sono accorti che all'improvviso il bar si è riempito di una comitiva di turisti russi. Sono naufraghi in altri mari, in altri continenti, distanti da noi poveri mortali.
Lui la aiuta a rimettere il cappotto, lei gli sistema la sciarpa. Si avviano all’uscita. Le ombre attorcigliate. Lei si ferma. Osserva estasiata delle foto che forse hanno appeso da poco. Neppure io le ricordo. Lui la circonda con un braccio, le indica qualcosa, le fornisce dei dettagli. Lei tira nuovamente fuori il telefono, inquadra la parete e scatta una foto. Mi avvicino anche io: è la stampa di Piazza Navona antica, nient’altro. Loro sono già fuori, oltre la vetrata. Si scambiano gli ultimi sguardi, a ridosso del parcheggio. Fanno per separarsi. Hanno macchine diverse. Lui torna sui suoi passi, le si avvicina, le accarezza i capelli. Le fronti si sfiorano. Chissà cosa si diranno. Adesso vanno, sul serio. Ognuno riprende la sua strada. Lui aspetta che sia lei la prima a partire. Pochi istanti e non ci sono più. Rimango con questa fotografia negli occhi. La foto di due sconosciuti che imparano l’amore e quella di Piazza Navona com’era un tempo.


34 commenti:

  1. Quanto mi erano mancati i tuoi racconti! Un anno di amore e tenerezza per te e i tuoi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un anno meraviglioso a te, mia adorata Dolcezze, e a tutta la tua ciurma <3

      Elimina
  2. A me piace chi riesce a descrive i dettagli di un viso, i movimenti del corpo e sa anche immaginare i pensieri delle persone. Tu sei molto brava e leggere un post come il tuo e ti lascia un sapore di buono.
    Il ‘guardare’ non presuppone che si riesca anche a ‘vedere’! Vedere deriva dal latino videre e si pone come significato la percezione della realtà attraverso l’uso della vista. Quindi vuol dire capire, scoprire ed interpretare ciò che ci circonda; molte volte chi guarda non vede, perché guardare è un’azione riflessiva come fare attenzione a qualcosa o qualcuno, ma non si va oltre! Se la gente vedesse e non si limitasse a guardare, probabilmente vivremmo in un mondo migliore.
    Ciao Irene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Gus, di certo è come tu dici. Buona serata

      Elimina
  3. Bellissimo Irene complimenti!!! Queste tue parole si imprimono nel cuore come una fotografia dolcissima e malinconica...Come sempre susciti emozioni...un bacio zuccherino!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. <3 Come sempre il mio bene per te è immenso.

      Elimina
  4. Un intenso attimo raccontato nei minimi particolari, bello. Buona Epifania e buon anno appena iniziato.
    sinforosa

    RispondiElimina
  5. Ammiro sempre più la tua bravura.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensa, io ammiro te, Verbena, ogni volta che vengo a vedere i tuoi suggestivi post che lasciano sempre traccia :*

      Elimina
  6. Cara Irene, la passione per la foto, se ti entra dentro di te, tu da tutto!!!
    Ciao e poi auguro buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
      Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie, Tomaso, sei tanto dolce e bello! Come sempre. Buon proseguimento di settimana anche a te, ti abbraccio forte :*

      Elimina
  7. Che bella questa coppia e che dolce tu ad osservarla estasiata, fantasticando sull'amore che fu o sarà.
    Perché la verità è che tutte vorremmo essere al posto di lei, ma ti ricordi la mia teoria sugli uomini e il matrimonio? Ecco, non vorrei inquinare questo tuo splendido racconto....
    Allora continua a nutrirti delle emozioni che ti scorrono sotto al naso, nell'attesa che ti vedano protagonista.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se vieni a Roma, al bar ci andiamo io e te e ci facciamo tante sane risate sulla tua e sulla mia teoria riguardante gli uomini e il matrimonio XD... Scommetti che usciamo più soddisfatte di quella coppia? :DDD...
      Ti abbraccio immensamente, ma tanto :*

      Elimina
  8. Letteratura e leggere dopo aver saputo guardare.
    Mi fermo. Rileggo e li vedo questi due: sono una bellezza desiderata e mai avuta, un sogno in cui credere? Anche adesso? L'amore in assoluto, quello che comprende tutto e tutto esclude quando ti avvolge...ma per chi vive da sempre in solitudine questo amore è solo un'utopia da smascherare. Oppure un'accidia da combattere per non morire di lontananza. Non esistono quei due, si sono formati sull'uscio del bar, il grande raccordo li inghiotterà tra qualche minuto. Ma leggerti è stato bello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L’assoluto è un baratro in cui sprofondano le idee. Tutto è limitato, nella vita; è dubbio, è evoluzione continua. E meno male. Oh, l’amore esiste. E’ l’unica cosa in cui credo. Esiste in quel bar, in quel frangente di scambio, in quella fotografia. L’amore esiste in quel circuito di passaggio da quei due, a me, a te che ti sei fermato a leggere; esiste nel rimbalzo di tenerezza che sprigiona uno scatto in parole. E chissà quei due… Da dove venivano, dove andavano... Si saranno persi nei meandri di Roma, ognuno per sé, a masticare un ricordo fugace di qualcosa che somiglia alla totalità ma che realmente altro non è che distanza? Oppure, sono andati nello stesso posto, sulla soglia di un inizio, o di una fine? Che importanza ha... Importa cosa c’è stato in mezzo: l’amore, quel frammento che conserveranno per sempre.

      Elimina
  9. Quanta bellezza in questa coppia. Vorrei che leggessero queste tue parole, il modo in cui tu li descrivi, la meraviglia che li avvolgeva in quegli istanti e di cui forse non erano perfettamente consci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarebbe bello, Sara. Forse entrambi si commuoverebbero. O forse, uno dei due si accorgerebbe più dell'altro di quanto amore li tiene in volo e alla fine sussurrerebbe un "ti amo"... Grazie cara, per esserti ancora fermata qui.

      Elimina
  10. Ma che bel racconto , Irene . Mentre leggevo "vedevo ogni mossa loro .
    Auguro che queste "dolcezze d'amore" possano durare nel tempo . Non accorgersi degli altri e vivere minuti solamente in due . Bellissimo .
    Abbraccio . Laura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Laura! Lo spero anche io per loro ^_^... Un grande grande abbraccio, chissà se sei andata a trovare i nipotini... Aggiornami :*

      Elimina
    2. Ho una sola nipotina che ha compiuto 3 anni . E' venuta lei con genitori
      a trascorrere le feste da noi . Ora parla discretamente Tedesco con
      Papà e Italiano con Mamma e noi . E' un tesoro , vivace , allegra ,fa' qualche capriccio ma , la facciamo ragionare . Capisce . Questa penso
      sia l'età più bella , tutta da godere , purtroppo solo quando c'è .
      Abbi cura di te . Un affettuoso abbraccio . Laura

      Elimina
    3. La lontananza dai propri cari è una cosa terribile <3 Hai tutta la mia solidarietà :*

      Elimina
  11. Risposte
    1. Barbaaaraaaa!! Grazie mia cara :* Un abbraccio immenso

      Elimina
  12. Bel post Irene complinenti
    Il mio abbraccio
    Maurizio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Detto da te, Maurizio, che sei un poeta di parole e immagini, non può che rendermi felice. Grazie! Un abbraccio a te :*

      Elimina
  13. Un racconto bellissimo, Irene, con delle immagini poetiche molto efficaci. Ritagliare pezzi di quotidianità e trasformarli in pezzi letterari è l’arte di chi sa scrivere. Hai osservato e colto aspetti di una realtà con gli occhi attenti di chi ha una sensibilità da raccontare. Continua a pescare nel quotidiano e a regalarci la tua profondità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Marina mia adorata, quando ci riesco ehehehehe... Il tempo è veramente un brutto tiranno. Non raggiungerò comunque mai la tua delicatezza e la tua bravura. Tu per me, amica mia, rimani una maestra :*

      Elimina
  14. Belle immagini, parole che toccano l'anima. Bentornata e Buon 2020!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci avevo provato, Daniele ^_^ ma non demordiamo, appena riesco faccio un salto :*

      Elimina
  15. Però quanta sensualità in quella coppia.
    Non pensavo che far colazione potesse essere così..eccitante.
    Di mattina presto pure...quando arrivano a fine giornata si può proprio dire che l’han vissuta davvero:)
    Ciao Irene

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... e speriamo abbiano concluso ancora meglio, Max :DD
      Un saluto :*

      Elimina
  16. Stupenda l'immagine "sogni sognati e desideri da scavare".
    Quindi non è vero che la vita di oggi, con i suoi ritmi, soffoca l'amore e i rapporti di coppia...c'è chi riesce a ritagliarsi lo spazio per due coccole per la persona che ama...Un'eccezione, una boccata d'aria fresca..oppure...forse siamo troppo distratti e non ci accorgiamo che ci sono tante coppie come quella?
    Diamo per vinto l'Amore, per sfiducia e disillusione, ma l'Amore non perde mai :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Riccardo, io sono una che va in giro con la nuvoletta sulla testa, però quando qualcosa mi colpisce e mi attrae rimango ad osservare affascinata *_*... Quella giornata mi ha fatto questo regalo: e un pò d'amore, lo sappiamo, non guasta mai. Ti abbraccio amico mio :*
      p.s.I sogni sognati sono quelli che furono, i desideri da scavare sono la sostanza che è rimasta: perché nulla è mai veramente perso.

      Elimina