venerdì 29 marzo 2019

#tracciometro-Ho tirato giù ancora un pò di caffè...



Oggi vi lascio con una traccia estrapolata da "Piu forte di me", di Rossana Campo.

La Campo è una scrittrice che amo. Non piace a tutti. Non è semplice assimilare la sua maniera di fare scrittura.

Perché lei, come diversi altri scrittori italiani, rientra in quel filone identificato durante la metà degli anni '90 e contraddistinto dall'etichetta di "Cannibali", invenzione dei media per indicare tutti quegli scrittori che sono seguiti alla pubblicazione dell'antologia curata da Brolli ed intitolata "Gioventù Cannibale".

Rossana Campo, Niccolò Ammaniti, Tiziano Scarpa, Alda Teodorani, Isabella Croce ed altri, sono stati scrittori che hanno dato vita ad una nuova forma di scrittura crudamente realistica, improntata sulla completa scarnificazione del periodo e della punteggiatura. 

Il realismo di questo nuovo filone, sfociato quasi in contemporanea nel genere Pulp, si caratterizza anche per la completa scoperchiatura dell'universo psichico dei personaggi: non ci sono filtri nella mente dei protagonisti, chi legge si trova immerso nel racconto vivo del pensiero umano.

Rossana, in particolare, non fa sconti sul linguaggio, la dice come va detta, tanto da essere stata spesso additata dalla critica come volgare. Ma i suoi personaggi sono soggetti disastrati, donne e uomini sull'orlo del precipizio, gente comune ma neanche troppo che tenta di risollevarsi dalla merda in cui è sprofondata: come dovrebbero parlare persone così?

Il passo che ripropongo non è particolarmente sboccato, ma è ugualmente forte. La voce narrante è quella della protagonista: una donna che è stata abbandonata, e che, duramente ferita, tenta di ridare un senso ad una vita intera.

"... ho tirato giù ancora un pò di caffè e mi sono messa a scrivere. Ho scritto: Libri e libri, parole e parole, ah quanto le disprezzo tutte quelle palle inventate che riempiono la maggior parte dei libri che stanno ammucchiati sui banconi delle librerie. Libri e libri su tutti gli scaffali e i tavoli puliti e spolverati, tutti lì in fila come soldatini a cercare di farsi leggere le loro cazzate che non fanno troppo male a nessuno, né a chi le scrive né a chi le legge, tutta quella roba che non c'entra niente con la mia vita.
[...] Tutto quello che c'è nella mia vita, che taglia, che fa male e fa a pezzi non ce lo trovo lì, in quei libri, non c'è posto per tutto quello che ci ho qui dentro. Ma anch'io faccio parte di questa gente, anch'io lavoro per ridurre un pò la mia pazzia, e mi metto qui sul tavolo della cucina coperto di briciole, sullo stesso tavolo dove taglio le cipolle, le carote e gli zucchini e cerco di darle una forma che faccia meno male, alla mia pazzia.
Mi sono fermata ancora, mi sono accesa una sigaretta e ho continuato: E ci lavoro su per smussare l'urlo che ho dentro, e la rabbia e la delusione che stanno attaccati alle mie viscere come dei polipi e non mi lasciano mai. Io che mi sento tutto il cuore e i polmoni e le mani, che me li sento tutti pieni di questa rabbia e di questo furore , io ce la metto tutta per dare a questa roba la forma un pò ridicola di una poesia, o di un racconto, o anche di qualche cosa senza forma. Parole e parole, questo è quello che utilizzo per dare alla mia rabbia una forma accettabile e non troppo ingombrante".

Che ne pensate? 

E Voi, in che modo date forma alle vostre rabbie, ai vostri furori?

Buon fine settimana, di cuore, a ciascuno... <3


28 commenti:

  1. Cara Irene, vedo che metti la tua grande capacità. e devo dirti che sei veramente brava!!!
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Grazie Tomaso adorato! <3 Un abbraccio e buon fine settimana anche a te <3

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  2. Ho provato la sensazione descritta dal personaggio dell'autrice con alcune canzoni e alcuni film: quelle canzoni italiane cuore-amore-cuore-amore e quei film, non romantici, ma dove c'è una rappresentazione dei rapporti sentimentali veramente irreale e idealizzata :D.
    Però non ho mai sfogato la rabbia scrivendo parole, ma semplicemente..mettendo musica.
    Ammetto però che dal punto di vista sentimentale non ho mai provato rabbia, o perlomeno non così tanta da doverla sfogare :D

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    1. Dunque, la tizia che racconta è un'alcolizzata, la sua rabbia più che dalla sola sfera sentimentale proviene da tutta una serie di disavventure che l'hanno condotta alla solitudine... La Campo tratta di queste tematiche: drogati, alcolizzati, emarginati... E' un pò sul crudo andante ed in mezzo, sì, ci mette delle storie sentimentali che lasciano il segno, divorzi, cose un pò brutali che fortunatamente non sono di tutti ma che sezionano di netto anche delle sensazioni comuni. Ecco, non so come altro spiegarlo... ehehehehehe

      La musica è terapeutica per tante cose ^_^, io l'ascolto con più facilità quando sono felice.

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  3. Non conosco Rossana Campo e non mi è piaciuto il brano che hai postato per farci avvicinare alla sua scrittura. Zucchini? Perché? È oriunda ammericana?
    Io amo le parole ma quando esprimono una situazione estrema comunque le apprezzo di più senza tutta quella violenza, che non accetto mai né verbale né fisica.
    Quando sono stanca e arrabbiata scrivo o cucino. Sono due situazioni nelle quali ritrovo me stessa e calmo il cuore.
    Un abbraccio!

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    1. "Zucchini" perché, come dicevo nell'introduzione, gli scrittori che ho citato stravolgono in un certo modo la tradizionale sintassi, la morfologia, la fonetica. Non è la maniera comune di fare scrittura. Di certo la Campo è la più estrema, altri come Ammaniti si pongono a metà. Ma parliamo di precursori del genere Pulp. Uno scrittore come Chuck Palahniuk, ad esempio, o ti entra nelle corde o proprio non ti avvicini. Devo essere sincera, io questi generi riesco a leggerli solo in determinati periodi, forse proprio quando sono più arrabbiata ^_^
      Cucinare è uno sfogo anche per me, ma forse come con la musica, mi viene più spontanea quando sono felice ^_^

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    2. Zucchini non ha nulla a che vedere con lo stravolgimento della sintassi, è solo un copiare chi è peggio di te. Ammaniti invece è uno ruvido aggrapparsi al cuore, un doloroso rimescolamento di carni. Parole e fuoco. Altissimo livello😉

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    3. Non ho capito cos'avete contro "zucchino".
      Cito dall'Accademia della Crusca.

      "Zucchino-zucchina? Il primo termine attestato è zucchino (1875) seguito a breve (1879) da zucchina: entrambi derivano da 'zucca' e ne sono in origine i diminutivi, uno composto sul maschile e uno sul femminile. Sarebbe preferibile il maschile: sia il Grande dizionario della lingua italiana (diretto da S. Battaglia) sia il Grande dizionario italiano dell'uso (diretto da T. De Mauro) rinviano da zucchina a zucchino e corredano solo il sostantivo maschile della definizione della pianta".

      Io, in letteratura, ho sempre letto zucchino.

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    4. Io di zucchini non me ne intendo tanto eheheheh... quando li friggo li brucio pure :D Ero solo a conoscenza che si potesse scrivere correttamente in entrambe le versioni: zucchine/zucchini.

      Su Rossana vorrei comunque spendere due parole: è vero che non piace a tutti ed è sacrosanto, ma è anche vero che non stiamo citando una scribacchina qualunque bensì una scrittrice tradotta in molti paesi e che ha avuto importanti riconoscimenti come il premio Strega ed il premio Morante. E' anche una donna straordinaria, che lotta per il riconoscimento dei diritti delle donne e contro gli atti di violenza nei loro confronti. Basta andare sul suo profilo fb per avere un contatto diretto con lei...

      Su Ammaniti hai ragione, Mariella: è un Dio ^_^... Di entrambi ho letto praticamente tutto.

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    5. Specifico,visto che sono stata fraintesa. Intendo il plurale che per quel che ricordo è femminile, non maschile. Farò un corso intensivo di grammatica visto che a quanto pare sono abbastanza ingorante e non ricorro a Wikipedia. E intendevo, per "copiare" l'uso nella lingua anglosassone di utilizzare il plurale maschile e non femminile perché per loro è troppo complicato. Poi Rossana Campo non la conosco e a differenza di altri non mi permetterei mai di giudicare alcuno. Né per la scrittura (al limite non mi piace ma è soggettivo e per me potrebbe avere vinto anche il Nobel per la letteratura eh) nè per le abitudini personali. Quello è becero pettegolezzo.Ero solo ironica e mi spiace Irene che tu abbia mal interpretato. Ammaniti è un genio anche se in fase calante ultimamente.

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    6. Non era Wikipedia, ma l'Accademia della Crusca, e l'ho anche scritto.
      Io cito sempre le fonti se uso parole non mie...
      http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/alcune-varianti-nomi-frutti

      E comunque, consulto spesso il sito dell'Accademia, proprio per essere certa che i miei ricordi di scuola elementare (perché è lì che fondamentalmente s'impara la grammatica) non siano falsati dal trascorrere del tempo.

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    7. Io non ricorro a Wikipedia.

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    8. @Mariella ma a me piace il sano e costruttivo confronto 😊Tranquilla, nessuna mal interpretazione, è bello dialogare, conoscere i gusti ed i pareri altrui e imparare nuove cose. Avevo inteso ciò che dicevi, ho voluto approfondire su Rossana perché in generale tra i commentatori ho notato che non la conosce nessuno e mi è parso giusto far sapere in che piano si pone nel panorama letterario italiano e non solo.

      @Claudia, thanks per gli approfondimenti! Giuro che disconoscevo che “zucchino”(“zucchini”) fosse il primo termine accreditato... Nonostante forse in qualche altra occasione mi era capitato di leggere la stessa terminologia in riferimento a queste verdure.
      Una curiosità rispetto all’articolo della crusca che hai linkato: da nonna mia in Calabria il cocomero si chiama “Zipangulu” 😋😋😋😋

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    9. Ragazze, spezziamo una lancia a favore di wikipedia 😂😂😂😂😂che ora non so se lo usate oppure no ma a me a volte in via tempestiva mi è tornato utile... Una micro enciclopedia a portata di web 😊Certo, poi vanno verificate le nozioni e le fonti...

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    10. Ahahah
      Io la uso soprattutto per i post musicali, quando mi chiedete canzoni che non ho mai sentito neanche di striscio.
      E allora santa Wikipedia e santo Wikitesti. 😜

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    11. Beh, ma io non sono integralista su wiki, velocemente è una mano santa quando ho dei vuoti assurdi di memoria, non ti capita mai? Tipo: prima stavo scrivendo una risposta a Enzo sul mio blog e assurdamente non mi veniva in mente come diavolo si chiamava il San Carlo di Napoli. O chiamavo mio fratello che mi avrebbe massacrata o guardavo su wiki. Intendevo che non ricorro a wikipedia come fonte perché ci possono scrivere tutti. Le mie fonti sono altre e di sicuro certe. Oltre al fatto che le foto sempre sui miei post😁😁😁 un giorno vi racconterò di quella famigerata poesia che wiki accredita ad un grande poeta e invece l'ha scritta in anonimo nessuno ahahah

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  4. Non conosco la Campo, ma lo stile incalzante mi piace.
    Non lascia spazio alla noia, insomma.
    Io quando mi arrabbio urlo e spacco tutto. Vale?
    Se poi non voglio rischiare denunce penali, mi chiudo in camera e accendo la tv. ;)

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    1. Sapevo che avresti apprezzato lo stile diretto, stringato e, come tu stessa dici, incalzante ^_^
      Io urlo puro, spaccare no, non mi viene naturale. Lo step successivo per evitare di rompere i timpani persino al vicinato è partire in macchina e fumare mentre guido.

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  5. Smussare l'urlo che ho dentro.
    Bellissimo.
    Lei non la conoscevo, la sua generazione (stilistica) sì. Non sempre mi piace perché spesso ci vedo delle forzature in questi "movimenti".
    Però lei mi ha colpito.

    Rispondendo alla tua domanda... io scrivo, disegno, cammino e sto con gli amici, soprattutto. Nei primi due casi c'è il dare forma, nell'altro la forma di trasforma.

    Moz-

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    1. Non so perché ma ti facevo molto Palahniuk o Ammannitiano 😅non chiedermene il motivo, non lo so... associazione naturale.

      Ottimi rimedi contro qualsiasi forma di rabbia, i tuoi 😊👍🏻

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  6. Non conosco questa scrittrice ma Ammaniti sì e mi piace molto. Cerco qualcosa di sicuro. Grazie

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    1. Grazie a Te, Carla! Io nel frattempo sabato sera ho dato vita alla focaccia... Booooonaaaaaaa 😘

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  7. Quando hai scritto "sboccato" mi aspettavo peggio ma l'ho trovata dura e cruda come piace a me. Io scrivo poesie ed anche il mio stile a volte è particolarmente crudo se necessario quindi capisco questo genere e questa scrittrice.

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    1. Questo stralcio, non troppo sboccato, ma ti assicuro Daniele che spesso la Rossana ci va giù pesante 😅😅... Anche lei scrive di emarginati sociali, di brutture contro i piu deboli... non ho modo di trascriverlo adesso tramite tel ma mi sarebbe piaciuto farti leggere l’incipit del paragrafo che segue a questo che ho riportato...

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  8. Per come la penso, la durezza della prosa non è efficace quanto la ricerca delle parole giuste (cercate) per creare l'atmosfera che si intende descrivere. Una porta sbattura fa effetto, certo, ma una porta intenzionalmente chiusa interroga di più.
    Quando sono arrabbiatissima, per fortuna raramente, lavo vigorosamente i vetri di casa... a fine lavoro sono cristallini i vetri e io placata (e stanca).
    Ciao.

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    1. Sari, Tu sei un Mito!!! 😄😄😄dovrei adottare la tua stessa tecnica... altro che sprecare energie ad inveire magari contro i mulini a vento.
      Chapeau! mia cara 😘

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  9. Non la conosco, ma voglio leggerla, perché sono una famosa masochista e io adoro farmi del male leggendo: Ammaniti è un grande, verissimo e questa Campo sembra rispondere ai requisiti per accedere a una lettura ideale. Insomma, devo sperimentarla.

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