lunedì 11 marzo 2019

(Non)Sono Normale

#cosestupidemanontroppo(dal web)



L’altro giorno una mia amica mi ha inviato via uozzapp una di quelle tante cose che si mandano in giro perché fanno simpatia.


Lì per lì ho sorriso, più volte si è discusso in tono leggero di chi é “normale” e di chi invece si guarda bene dall'esserlo. 

Io stessa vengo spesso tacciata di non essere "normale" affatto: perché pare io sia svampita, dimentico in blocco ciò che non ritengo importante, non mi accorgo di dettagli che gli altri notano mentre mi impunto su particolari che in pochi vedono, passo via sorvolando su quelle vicende della vita che comportano puntigli o lunghi, inutili e insensati processi, sono disordinata e ritardataria e spesso in pubblico rischio di eccedere per entusiasmo o, viceversa, per dinieghi di fronte  a realtà magari consolidate.  

"Tu non sei normale": e nel ritornello intuisco un misto tra una forma di compatimento per la mia natura ed un pizzico di ammirazione per il coraggio a non volerla contrastare.

Perché cos'è poi la "normalità" se non un concetto “relativo”? Quali criteri definiscono chi è "normale" e chi invece non lo è? Sopratutto, oggi, in base a quale eccezione negativa o positiva bisogna porsi per qualificarsi - o qualificare - in una categoria piuttosto che nell'altra?

Per i tempi in cui viviamo mi viene da pensare ad un’opera pop dell’artista milanese Simone Fugazzotto: una scimmia nell’atto di selfarsi.

A SELFIE A DAY - Olio su cemento di Simone Fugazzotto

La stessa immagine è stata utilizzata per l’editoriale di Cultura e Identità del mese di Marzo, al fine di "raccontare in maniera irriverente da dove veniamo e dove stiamo andando". Non siamo altro che scimmie evolute, sembra voglia dire Fugazzotto. E meno male, dico io. Che ci siamo evoluti. E' giusto che si seguano i tempi, è giusto che si ricorra alla tecnologia, ai social, agli strumenti che abbiamo a disposizione per esprimerci, per collegarci al mondo. In questo senso, la "normalità" ben venga: chi non si "normalizza" è destinato a rimanere fuori.

Allora, forse, non è "normale" chi del nostro tempo evoluto ne fa una gabbia, un auto-castrazione della propria personalità, del proprio pensiero, e, parallelamente, non è "normale" - anzi, è "straordinario" - chi, dalla stessa piattaforma, riesce ancora a guardare oltre, a rimanere fedele alla propria autenticità, a far fiorire comunque valori e bellezza  di vita.

Che poi, chissà perché la mia amica è così felice di non essere normale. Mica l'ho capito. Magari la chiamo e glielo chiedo...

E voi, quanto "normali" vi sentite? :D

33 commenti:

  1. Io lo sapevo che non sei normale.
    Ed è per questo che mi piaci. In fondo, io sono persino meno normale di te.
    E quanto a vignette ironiche, sto ancora ridendo per quella dello studio medico che mostrai a mio marito e trattenne le lacrime a stento. ;)
    Lunga vita a noi anormali.
    Ricorda però che, soprattutto nel tuo caso, fa rima con speciali.. <3

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    1. Che tu sia Stra-ordinaria, è un dato di fatto ^_^. Mano a mano che s'approfondisce la nostra conoscenza, provo sempre di più una certa affinità e tanto tanto affetto. Devo anche ammettere che parecchie delle persone per nulla banali e assolutamente non scontate le ho conosciute sui blog. Felicemente! E se c'è qualcuno che fa rima con speciale, di certo, Claudia, tu sei tra questi.

      Anche quella dello studio medico me l'ha girata la stessa amica. Potevo non pensarti? :DDDD Sono sbottata appena l'ho vista ma solo perché ho pensato a te :D

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  2. Ahah, sei disordinata e ritardataria? Aiutooooooo :D
    Quindi se ti dessi un appuntamento, ti direi di venire un quarto d'ora prima dell'orario giusto; poi io sarei comunque sul posto quel quarto d'ora prima e dovrei comunque aspettare :D.

    A parte gli scherzi, il tema della "normalità" mi tocca molto. Diciamo che ci sono una serie di consuetudini, o modus operandi "sociali", che non sono necessari al pari di altri, ma che purtroppo vengono considerati tali. E comportamenti che se posti in essere fanno ricadere una persona nell'ambito dell'anormalità. Io leggo Topolino da quando sono bambino e non ho ancora smesso; eppure già dai 13 anni sentivo il ritornello "Topolino non lo si deve leggere più, perché è una lettura da bambino". Prima di urlarlo ai quattro venti per la blogosfera, praticamente la mia passione per Topolino era come un'iscrizione alla massoneria: segreta!
    Ma se ci pensiamo bene, questa mia "infausta" passione che cosa comporta, a parte il dispendio economico di 2,7 euro a settimana? Praticamente nulla. Eppure la gente si stupirebbe del fatto che perda un'oretta a settimana per leggere "storie da bambino".
    Poi in realtà le cose "anormali" sono pesate in base a quello che facciamo nella vita, la nostra adesione appunto alle consuetudini sociali.
    Se fossi sposato, con figlio, con un lavoro più remunerativo, potrei anche andare in giro con la felpa con stampato Topolino sul davanti; verrebbe derubricata a "bizzarria" innocua.
    Al contrario leggere Topolino potrebbe essere vista come un "Non volere crescere, infatti ancora non è sposato e non ha messo su famiglia!".
    Alla fine siamo sempre comunque sul chiacchiericcio, mentre una persona dovrebbe vivere la sua vita inseguendo il proprio piacere e la felicità, rispettando gli altri ovviamente (si dice pure che la mia libertà finisca dove inizia quella del prossimo...).
    Sui social: io non li demonizzo, ma sono felice della mia scelta di estraniarmi.
    Ecco, non avere né facebook né Instagram, specie per chi lavora nella comunicazione, può sembrare un'anormalità.
    Ma io registro piuttosto comportamenti anormali da parte di chi è sui social: persone impegnate nel mio settore che "pontificano" pericolosamente, quando al contrario sarebbe richiesto un comportamento equidistante e valutazioni sì soggettive, ma mai troppo pendenti da una parte piuttosto che dall'altra.


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    1. Però c’è da dire che, messa così, nel caso tu mi dessi appuntamento ingannandomi di un quarto d’ora sull’orario esatto, se non altro finiresti per aspettarmi solo 15 minuti invece che 30 :P

      Dunque, sul mio vecchio blog che prendeva provocatoriamente il titolo da un’opera di Wilde – era il diario di Una donna senza importanza – per tutto il tempo ha campeggiato una citazione del Maestro: "Io continuo a stupirmi. E' la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta."
      Ecco, per me questo è il senso esatto dell’esistere, della vita. Stupirsi. Continuare a stupirsi di ogni cosa e soprattutto delle cose che più ci colmano, esattamente come da bambini. E’ il tuo caso: cosa c’è di male a leggere ancora Topolino da uomo adulto se lo si fa con lo stesso stupore ed il medesimo piacere di quando si era piccoli? Mettici che adesso puoi anche attribuire alle storie un senso più ampio, senza contare che mentre te lo leggi potresti anche concederti una birra o un prosecchino :P Insomma, una goduria.
      Tuttavia, intendo il senso delle etichette sociali: è vero, se ad una certa età non hai ancora seguito punto punto tutto l’iter previsto dal sistema, allora l’elemento lettura-topolino potrebbe essere interpretato come il dato inconfutabile della tua sindrome di Peter Pan.

      Ma tu sei già detentore della verità: Una persona dovrebbe vivere la sua vita inseguendo il proprio piacere e la felicità, rispettando gli altri.

      Se tutti possedessimo questa consapevolezza e la inseguissimo, l’infelicità cesserebbe di esistere.

      Io ho fb, ma col mio solo nome di battessimo (di schedarmi per intero mi sono rifiutata). Instagram & co. attendono da tempo indefinito che approfondisca la conoscenza. Ma ci rendiamo conto di quanto tempo vitale toccherebbe dedicare per seguire tutti i social sulla piazza? E, sì, è difficilissimo lavorare nella comunicazione e non ricorrere ai social: se tu riesci a farlo, io mi inchino. Significa che i tuoi contenuti vanno oltre il superfluo, i click, i like, gli share e tutte le catene di condivisione.

      Ah! Vogliamo anche parlare dei politici che fanno ormai politica solo sui social a suon di selfie e slogan di legge?... Meglio lasciar perdere, perché mai guastarci l’arrivo del riposo notturno… :))

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  3. "Io stessa vengo spesso tacciata di non essere "normale" affatto: perché pare io sia svampita, dimentico in blocco ciò che non ritengo importante, non mi accorgo di dettagli che gli altri notano mentre mi impunto su particolari che in pochi vedono, passo via sorvolando su quelle vicende della vita che comportano puntigli o lunghi, inutili e insensati processi, sono disordinata e ritardataria e spesso in pubblico rischio di eccedere per entusiasmo o, viceversa, per dinieghi di fronte a realtà magari consolidate."
    Dopo aver letto queste righe mi veniva da commentare con un semplice "Ok, sposami"... poi ho pensato che effettivamente non potrebbe funzionare, due persone troppo simili difficelmente funzionano.
    Per quanto riguarda "quanto mi sento normale"...
    Beh, io mi sento normalissimo, son gli altri che qualche volta affermano il contrario.

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    1. Vabbè... io intanto ti metto in lista tra le potenziali anime gemelle! Sono felicemente ammogliata, ma nella vita, sai com'è, non si può mai dire... :P
      Scherzi a parte, intanto benvenuto ^_^; poi, effettivamente ho sposato un uomo che è esattamente il mio opposto: a volte lo ucciderei, ma spessissimo riconosco che è lui il mio concreto e solido "legame con il mondo".
      In effetti, lo Stra-ordinario positivo in linea di massima sta bene con se stesso, per tanto il proprio sentire è esattamente ciò di cui normalmente necessita: dipende agli altri cosa arriva... Il segreto è comunque rimanere sempre fedeli alla propria natura, chi è autentico è sempre ben accetto, qualsiasi stranezza egli incarni.

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  4. "... "normale" - anzi, è "straordinario" - chi, dalla stessa piattaforma, riesce ancora a guardare oltre, a rimanere fedele alla propria autenticità, a far fiorire comunque valori e bellezza di vita".

    È questo per me il nocciolo della questione.
    Buon pomeriggio e grazie.
    sinforosa

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    1. Hai colto buona parte del senso, Sinforosa ^_^...
      Serena notte :*

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  5. mio marito racconta una barzelletta ... un matto dietro le sbarre del giardino guarda oltre rapito e chiede ad un passante frettoloso ..."come si sta li dentro?" ;) ..... chi è dentro o fuori?? felice di essere dove sono ...e questo solo per ridere ... un bacio

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    1. :DD... Tu sei la mia saggia prediletta *_*...
      Tuo marito raccontava ancor prima che io ne scrivessi il senso di quello che ho voluto dire: chi è dentro o fuori? :D Appunto, è tutto relativo... ^_*
      Una serena notte, Giusi cara <3

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  6. Me lo dicono in tanti che non sono a posto , che non ci sto con la testa ...che non sono normale.
    Ma vedo che riesco a socializzare e star bene più o meno con tutti quindi siamo tutto fuori di testa nel nostro piccolo.
    Meglio così no?
    Sai che noia altrimenti.

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    1. Bè... certo, se fossimo tutti standardizzati, finirebbe pure il gusto di vivere ^_^
      Io sono dell'idea che, come ha detto Riccardo, fin quando si rispetta gli altri, il sale della personalità, lo scambio di idee, di energie, di pensiero tra tutte le teste fuori non può che essere il miglior metodo per costruire pezzetto dopo pezzetto la parte più autentica di noi stessi.
      Certo, socializzare, mettersi in gioco, non è una cosa semplice, però, secondo me, e mi ripeto, rimanere fedeli a se stessi è l'unica maniera plausibile: è li che risiede la straordinarietà di ciascuno di noi.

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    1. Tu sei Meravigliosamente Tu... Unica! E questo posso dirlo con certezza: ti ho vista dal vivo ^_^

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  8. Beh !Fra tanta gente non normale , io sono banalmente normale .
    Rispettosa , puntuale , ordinata (non fissata) ,ascolto e imparo sempre
    perchè non so mai abbastanza ,modestamente gentile e generosa .
    Non sono litigiosa per natura , piuttosto taccio .
    Non venitemi a dire che ho una vita noiosa perchè non sapete com'è
    l'altra parte della medaglia....
    In gioventù ho avuto una vita veramente particolare x la mia età e x quei
    tempi , ho vissuto intensamente . Pensavo che niente avrebbe più potuto
    stupirmi e invece , mi stupisco ancora , anche qui sui vostri blog.
    Una persona normale . Buona giornata . Laura


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    1. Ma certo Laura ^_^, infatti la mia più che altro voleva essere una provocazione: cos'è normale o cosa non lo è? Un pò come dice Giusi: il matto dalle sbarre chiese al passante, come si sta li dentro? :))
      E' che forse in quel "normale" o meno oggi si tende ad includere altri generi di classificazioni: l'educazione, come dici tu, la pazienza di ascoltare, la gentilezza, la generosità, ed in base a chi hai davanti vieni classificato erroneamente come banale o eccentrico.
      La verità è che ciascuno di noi rappresenta un microcosmo di passioni ed unicità, in tutto il suo essere. La vita è una roba straordinaria, se non la si sporca con atti meschini, la cattiveria e la stupidità, tutti abbiamo da dare e ricevere, tutti rappresentiamo una grande miniera dalla quale gli altri possono attingere. Con amore e passione, sempre, anche quando la passione si tramuta in lotta per affermare noi stessi o i valori in cui crediamo.

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  9. E io , le barzellette , dove vado a leggerle ?

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    1. Se vuoi te le mando io, come a Claudia :DDD...
      Un abbraccio

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    2. Volentieri , grazie . Chiedi a Claudia la mia E_MAIL .
      Ricambio l'abbraccio . Laura

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  10. Cara Irene, credo che tu non debba farti dei problemi. TU sei più che normale.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ma grazie, Tomaso ^_^ sei gentilissimo, normale e speciale anche Tu <3

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  11. Francamente non mi interrogo sull'essere normale o no. Sono come sono e alla mia età sarà difficile che cambi. Ma sono rispettosa e onesta e tanto mi basta, e comunque so divertirmi e ridere, anche di me stessa. Un bacione

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    1. Essere rispettosi e onesti e sopratutto sapersi divertire e ridere a qualunque età, credo siano le qualità che fanno della vita una vita preziosa ed assolutamente speciale. Un grande abbraccio, Carla! A te che poi coltivi una delle più succulenti passioni al mondo...

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  12. Si è sempre "non normali" per qualcuno, tutto dipende dai punti di vista: se un pazzo parla con un altro pazzo, si diranno entrambi "normali", se io non amo i selfie trovo che non sia normale fotografarsi con un calzino in bocca, ammiccanti davanti a uno specchio; così trovo pazzesco, dunque "non normale" che due giudici donne neghino lo stupro di una ragazza solo perché poco avvenente. Per dire.

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    1. Esattamente, Marina ^_^ hai colto il senso del messaggio. La relatività del concetto "normale"...
      E vale sempre ciò che ho scritto a Laura poco sopra.
      Di follie vere e proprie, poi, abbonda il mondo - ne abbiamo parlato :P e l'accenno alle due giudici fa accapponare la pelle.

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  13. Irene Zeta, argomento interessante.
    Io ho sempre pensato di me di non essere poi tanto normale, in bene ma anche in male.
    Nel senso, immesso nei binari della normalità stabilita dalla maggioranza.
    Lo so, ne sono consapevole e va bene.

    Poi, guardo cosa succede attorno a me e dico: cazzo, ma io sono normalissimo. La gente deviata, pazza, fuori dagli schemi è ben altra! XD

    Moz-

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    1. Moz, i deviati, i pazzi e i deliranti, lasciamoli a parte XD Ci sarebbe da farci un trattato...
      Che tu sia "fuori le righe" è assodato - in bene, per quanto mi riguarda. D'altronde, come ho detto a Claudia, il mondo dei blog mi piace proprio perché riesco a rintracciare personalità eteree ed assolutamente poco-standardizzate.
      :*

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  14. Eccomi, persona come te fuori dalla norma, più spesso di quanto vorrei a dire il vero.
    A parte che questo non essere normale te lo porta il naturale estro creativo, la nota dolente è quando mi siedo in cattedra. A volte la cosa mi sfugge di mano, se spiego epica mi lascio prendere da un'esaltazione assurda, oppure ho un dialogo coi ragazzi nel quale mi sento più propriamente una zia piuttosto che una prof.
    Ci sono momenti in cui penso che dovrei darmi una calmata, ma sarebbe contro natura. Insomma, chi mi ama mi segua, gli altri restino a spidocchiare i macachi. :)

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    1. Ecco, tu, Luz, hai sottolineato una cosa che è sfuggita a tutti noi: l'estro creativo. La creatività, l'interesse per un'arte, la pienezza di cui ci si riesce a colmare guardando alla bellezza del mondo, è già di per sè un elemento che fa di una persona un pensatore, ed un pensatore solitamente non si accomoda facilmente al pensiero di massa, bensì segue la propria natura, si pone delle domande, si distingue.

      ... a spidocchiare macachi! AHAHAHHAHHAHAHAHA... questa me la rivendo :*

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  15. Normale nel senso di standardizzato e caratterialmente appiattito sulla massa, molto poco anzi direi quasi nulla.

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    1. Concordo! Tu ti distingui, eccomi se ti distingui - in bene! :*

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  16. Quanto basta per non dirlo neppure.
    M.

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