mercoledì 27 febbraio 2019

Tocca prenderla con... filosofia [3] - Aristotele

Amici utili o piacevoli?


Il filosofo del mese di febbraio arriva direttamente da un cartiglio dei Baci Perugina.

Anche san Valentino può dare i suoi buoni frutti, ed un Bacio, oltre che una dolce nocciolosa parentesi, può anche rappresentare un istante di amorevole riflessione.

Il filosofo in questione è un pezzo grosso,  uno dei padrini della filosofia, uno dei boss, per intenderci.

Mi riferisco ad Aristotele, l'unico, il solo, l'inimitabile.

Aristotele, nato in Grecia nel 384 a.C., è noto a tutti per aver dato forma ed aver suddiviso la filosofia, da lui considerata una vera e propria scienza,  in discipline ben distinte che abbracciano branchie come - solo per fare qualche esempio -: la fisica, la metafisica, la matematica, la polita, l'etica.  Discepolo di Platone, Aristotele ha sviluppato un pensiero vastissimo e profondo che ha fortemente influenzato tutta la filosofia a venire e che è impossibile da riassumere in poche righe. 

Interessante è il fine che lui attribuisce alla filosofia, indicandola come unico strumento per interpretare tutta la realtà servendosi comunque e sempre della logica.
 Un elemento aristotelico che ho di frequente apprezzato e che ho istintivamente fatto mio è stato il suo sottintendere la vita presente come la vera vita (probabilmente l'unica), concetto che scaturisce dalla centralità della sostanza proveniente dal mondo sensibile ben degno di studio e di attenzione. 

Ma veniamo al cartiglio Perugina con la frase contrassegnata dal num. di serie 350:




Gli uomini felici non hanno bisogno di amici utili ma di amici piacevoli. 

Aristotele parla della necessità dell'amicizia, delle sue specie, della dottrina e di tante altre cose che la riguardano nel Libro VIII dell' Etica a Nicomaco. E' ovvio che una lettura approfondita sarebbe in grado di svelare il vero senso di questa formula stringata e saggia che antepone, almeno per un sentimento nobile quale l'amicizia dovrebbe essere, il piacere all'utilità.

 Il filosofo non cita gli uomini ricchi, e neppure gli uomini colti, men che mai gli uomini provenienti da una determinata cultura o estrazione sociale; nomina, invece, gli uomini felici.

Chi è felice non cercherà negli amici un rendiconto personale ma il puro piacere dell'amicizia, dello scambio affettivo.

Può sembrare lineare, quasi banale, ma non lo è. Mi viene anche da pensare che è difficile discernere la commistione tra l'amico piacevole e l'amico utile.  Le "amicizie utili" sono sempre esistite, nell'epoca in cui viviamo, poi, rappresentano le fondamenta di molti ambiti.

Ho un simpatico ricordo di una potenziale "utile" amicizia.

Da adolescente, il mio migliore amico era il figlio del proprietario del frantoio di zona. Gli volevo un gran bene, per me era ed è rimasto un punto di riferimento, una persona speciale. Tuttavia, i miei nonni possedevano un discreto numero di piante di ulivo, e, ogni volta che il poveretto capitava a casa mia, partivano le inquisizioni sul prezzo dell'olio e gli ammiccamenti alla sottoscritta per mettirci la buona parola. Nonno addirittura aveva finito per reputarlo un buon partito, e pur non alludendo esplicitamente alla faccenda, con l'immenso bene che nutriva nei miei confronti, non perdeva occasione per sottolineare l'utilità di quella amicizia. Pensa - mi diceva - pensa com'è la vita, tu le piante d'ulivo e lui il frantoio, il destino sa quel che fa...

Fortunatamente, a me ed al mio amico, del destino non ci è mai interessato più di tanto, così che la nostra amicizia dura da tutta una vita nonostante il frantoio della sua famiglia e le piante d'ulivo della mia non siano mai convolate a nozze.

Tuttavia, persino nel più nobile dei casi, l'amicizia può partire da un largo fondo di piacevolezza per sconfinare, quando sembra più salda e consolidata, in un minimo di aspettativa. E' nella natura umana.

Allora, Aristotele intende, forse, ammonire l'intenzione: se siete felici non cercherete gli amici col fine unico dell'utilità, ma coltiverete l'amicizia per il piacere reciproco di condividere con l'amico.

E voi, cosa ne pensate? Avete mai cercato un'amicizia solo perché utile? Siete mai stati oggetto di amicizia che aveva come unico scopo l'utilità della vostra persona? Sopratutto, è giusto approfittare di un amico se quell'amico può effettivamente fare la differenza in una determinata questione? 


24 commenti:

  1. Nel caso del tuo amico, poteva essere un quid in più, tipo un unire l'utile al piacevole.
    Non per forza una utilità come fine, che sinceramente penso sia terribile (praticamente queste sono amicizie quasi fasulle, ad uso e consumo di uno scopo...)

    Moz-

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    1. Se potesse leggerti nonno :P
      Eppure le amicizie fasulle ad uso e consumo purtroppo esistono, eccome, un pò in tutti gli ambiti...

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  2. Quel che penso.. umile persona per niente acculturata .... l'amicizia non deve essere utile quello è solo un rapporto per tornaconto personale ... un interesse...quindi una cosa falsa ..l'amicizia , quella che intendo io ... è proprio tutta un'altra cosa e non sono daccordo sulla frase dell'uomo felice anche chi non lo è pienamente può trarre piacere nello scambio affettivo ... anzi quel gesto ccontribuisce ad aumentare o provocare felicità .......oggi sono complicata ....è un post che mi fa riflettere sul perchè cerchiamo o teniamo ad un'amicizia se questi non ci considera ...che ridere ....buona giornata

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    1. Tu sei l'Amica che tutti sognano, Giusi ^_^ <3
      Credo che il "felice" della frase venga inteso con un'accezione differente dalla felicità comune: probabilmente si intenderà non una persona priva di crucci o sofferenza bensì un individuo che ha raggiunto una sorta di serenità interiore nonostante tutto, dunque capace di amare se stesso, il prossimo, la vita e quello che la vita offre, anche le piccole cose e la fortuna di conoscere altre belle persone...

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  3. Cara Irene, la vera amicizia è rara, e se la trovi di saperla conservare per sempre.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  4. L'amicizia vera è tutto dalla fonte di sapere alla fonte di riparo a cio che ci serve a cio che ci fa riflettere.. piacevolmente
    Maurizio

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  5. Io credo che le amicizie debbano essere sincere non dettate dal tornaconto.
    A volte mi è capitato che mi abbia chiamato qualcuno che non sentivo da tempo e, dopo un po' di chiacchiere, mi abbia chiesto un favore. Sarebbe bello, invece, mantenere i legami perchè questo scalda il cuore.
    Un abbraccio
    Maria
    P.S. Se vuoi da me c'è un indovinello per il mio Compliblog.

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    1. E a chi non è successa una roba simile eheheheheh... Purtroppo l'essere umano è anche questo, Maria. L'importante è rimanere fedeli ai propri ideali, dare il buono esempio è sempre cosa buona e giusta.

      Cara, ricordo di essere già passata a farti gli auguri per il compliblog ^_^... non potevo rispondere all'indovinello perchè essendo spesso assente non sempre riesco a seguirvi e dunque non sono preparatissima sui precedenti. Ma ti rinnovo anche qui il mio affetto e la mia stima per tutto ciò che fai <3

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  6. Vabbè ma quello si chiama opportunismo e non ha nulla a che vedere con l'amicizia.
    Ho delle belle amicizie sia maschili che femminili. La maggior parte da talmente tanto tempo che ho quasi dimenticato quando sono cominciate. Non ho mai inteso l'amicizia come un do ut des. lo ritengo invece, un dono speciale, da conservare con cura. Non so dirti se nella mia vita si possono essere approfittati di me, preferisco pensare di no. Di sicuro non lo ha mai fatto chi accompagna i miei passi, con sincerità e rispetto, da tutta una vita. Io come filosofia di vita mi pongo nel mezzo: tra Aristotele e Platone. Un piede a terra e uno a curiosare tra le nuvole.
    Bacio.

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    1. E' fantastica l'immagine di te con un piede a terra ed uno a curiosare tra le nuvole *_* Se fossi un pittore ti dipingerei in questo fermo immagine ^_^
      Devo dire che anche io ho curato particolarmente bene le mie amicizie nel corso della vita: nel senso, poche ma buone, per non incorrere in atteggiamenti che mi avrebbero ferito o non essere io abbastanza in sintonia da non essere una buona amica.
      Un bacio a te, Mariella cara <3

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    2. Guarda che ho preso anche delle gran cantonate eh, ma mi hanno aiutato in seguito😉

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  7. Concordo con Aristotele, col passare degli anni prediligo sempre di più amicizie piacevoli.
    È passato il tempo di amicizie dove si discuteva, si cercava di risolvere problemi, dove si utilizzava il tempo per valutare, saggiare punti di vista diversi, e “lottare” per questo e quel diritto, questo e quel problema e poi dibattiti e conferenze ... Anche quella è amicizia, eccome, ma alla mia età BASTA. O meglio non solo amicizie “impegnate” anche e soprattutto amicizie piacevoli.
    sinforosa

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    1. Evviva la serenità che si acquisisce con la saggezza dell'esperienza! Ben venga la tranquilla pacatezza delle amicizie piacevoli ^_^
      Un abbraccio, Sinforosa

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  8. Mai avuto o cercato amicizie utili, sempre amici piacevoli e sinceri.

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    1. Ne sono certa ^_^ Poi tu secondo me le dici per come stanno: pane al pane e vino al vino... Dunque con te la sincerità è probabilmente la prima prerogativa per esserti amico.

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  9. Non potrei mai circondarmi di amici utili e se anche potenzialmente lo fossero, io non approfitterei mai di loro, primo perché sono notoriamente babba :P, secondo perché non ho quell'indole lì.
    In casa, ebbene sì, abbiamo anche "L'etica nicomachea" di Aristotele: è mio marito che legge sta roba, perché la filosofia è affascinante e gli spunti di riflessione sono tanti (come in questo caso), ma leggere per intero un mattone del genere è uno studio vero e proprio, che richiede tempo e dedizione. :)
    Le tue pillole di saggezza filosofica, invece, mi sembrano perfette. :)

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    1. ahahahahha ok mi hai fatto sbottare a ridere da sola... Perché io conosco il senso pieno dell'affermare di essere babba :D...

      Leggere di filosofia è molto impegnativo. Io che non avevo fatto molto alle scuole superiori non avendo frequentato il liceo, ho cercato di recuperare all'università e successivamente. Ma mi son rimaste una serie di lacune esagerate...
      Allora, sì, queste pillole, come tu le hai piacevolmente definite, mi gratificano e mi costringono felicemente al ripasso ^_^
      Sperando che qualcun altro possa trarne vantaggio ^_^

      Un abbraccio grande, Marina

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  10. Le amicizie piacevoli sono più preziose dell'oro, scoprire di averne può far capire che si è raggiunto qualcosa nella vita! Un abbraccio :)

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    1. Saggia affermazione, Carla! ^_^Le amicizie piacevoli possono rappresentare e conferire il senso alla vita stessa. Grazie <3

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  11. L'utilità di Aristotele va letta secondo me con un'accezione non negativa XD se ben ricordo: utilità legata al piacere.
    Nel senso:
    se io ti sono amica perché tu sei la moglie del titolare di un grosso negozio di maglie da calcio, questa non è amicizia neppure per utilità: è una non amicizia :D, un bieco sfruttamento.
    Al contrario l'amicizia "utile" può essere quella legata a un determinato momento della nostra vita. Tipo: per un anno mi appassiono agli scacchi e lego molto con un altro giocatore del circolo degli scacchi. Ma finita la passione per gli scacchi, finisce anche quell'amicizia che era appunto utilitaristica, legata al piacere di giocare agli scacchi.
    La vera amicizia è qualcosa di più.
    Non è facile definirla.
    Parte sempre da una base comune di interessi, ma si rafforza anche per altre cose.

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    1. Dunque noi partiamo bene: non sono la moglie del titolare di un grosso negozio di maglie da calcio :D Al massimo ho una zia al sud che ha un negozio di intimo/merceria... Vedi tu :P
      L'esempio del giocatore di scacchi calza a pennello anche con i colleghi di lavoro: spessissimo, fine lavoro, fine amicizia.
      La vera amicizia io la vedo come quel sentimento che rimane vivo; ovvero, può anche variare di intensità, come in amore, ma non si spegne mai.
      Come ho detto a qualcuno nei commenti sopra: mi piace moltissimo la filosofia e vorrei tanto approfondirla. Aristotele, in particolare, sta nelle mie corde e non ho intenzione di abbandonarlo.

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    2. ah però..merceria = calzettoni, sottomaglie per l'inverno...robina interessante :D.
      A parte gli scherzi, la filosofia è bellissima: Aristoteles e Schopenhauer all'epoca degli studi furono i miei preferiti :).
      Purtroppo ricordo poco, essendo passati già quasi 20 anni!
      Aiutooo

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