martedì 12 febbraio 2019

Repubblica Italiana Vs Repubblica Romana

La scorsa domenica sono stata a Canepina, nel viterbese, per un convegno organizzato dall'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini in onore del 170° anniversario della costituzione della Repubblica Romana.

Non che io sia un'assidua frequentatrice di simili associazioni, nutro piuttosto un amore spassionato per la storia e rientro in quella categoria di folli che ritiene non si possa comprendere il presente se non si ha bene a mente cosa è successo in passato.

In un'atmosfera intrisa di nostalgia e fato che solo il Museo delle Tradizioni Popolari poteva conferire all'evento, si sono avvicendati gli interventi di alcune delle figure di spicco dell'associazione stessa, primo fra tutti quello della Professoressa Annita Garibaldi Jallet, pronipote di quel Garibaldi che per forza di cose conosciamo tutti.

Annita, che per mestiere e dinastia possiede un'approfondita conoscenza dei fatti, ha provveduto ad un veloce excursus inerente ciò che accadde in quel famoso 1849, quando Roma passò dalla condizione di stato più arretrato d'Europa a terra fertile e banco di prova per la nascita di nuove idee democratiche.

Per chi non lo sapesse, la Repubblica Romana del 1849 sorse il 9 Febbraio, in seguito ai grandi moti del 1848 che coinvolsero tutta l'Europa,  e fu soppiantata nel luglio dello stesso anno dalla Francia di Napoleone III, le cui truppe sedarono ogni tumulto e ristabilirono il potere del pontefice fuggito via per ovvie ragioni. 
Seppur breve, quella della Repubblica Romana rappresenta un grande passo nella storia civile e unitaria del nostro Paese: per il fine della Repubblica stessa che era l'Unità d'Italiaper le figure eminenti e varie che provenivano da tutta la penisola e che trovarono un punto di incontro e di confronto proprio in quel periodo e a Roma, per i principi rivoluzionari ed assolutamente nuovi che la Repubblica Romana lasciò in eredità con il suo atto costitutivo.

Ed è esattamente quest' ultima tematica che mi ha particolarmente colpito. Tematica ampiamente e sapientemente esplicitata dall'Avvocato Gianfranco Paris, presidente della Federazione Italiana Centrale A.N.V.R.G.

Paris, avvalendosi di slide schematiche ed utili a confrontare quelli che furono gli articoli costitutivi della Repubblica Romana con la nostra attuale Costituzione, ha richiamato l'attenzione su uno spunto riflessivo che ciascuno dovrebbe fare proprio: quello dell'universalità di taluni principi e diritti concepiti addirittura 170 anni fa e che dovrebbero essere inalienabili per una società civile e per ogni uomo, a prescindere dal suo genere e dalla sua provenienza.

Riporto di seguito le argomentazioni più rilevanti.

LA SOVRANITA'


L'art,1 della Costituzione Romana recitava: Il Popolo è costituito in Repubblica, nella fattispecie in forma di Repubblica Democratica.

Dietro questo articolo si cela l'immensa straordinarietà dei passi che erano stati compiuti per giungervi. Per la prima volta nella storia era stato messo in discussione ed era decaduto  il principio di assolutismo detenuto dai sovrani e dallo stato pontificio. Per la prima volta si era formata la Volontà di costruire uno Stato Nuovo e questa era passata per delle Elezioni a Suffragio Universale  che prevedeva il voto da parte di tutti, anche degli analfabeti, fatta solo eccezione per le donne.

Un secolo dopo, nella Costituzione delle Repubblica Italiana, sempre all'art 1, viene sancito che La sovranità appartiene al Popolo e la Repubblica è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro.


EGUAGLIANZA TRA I POPOLI


Sull'uguaglianzi tra i popoli, la Repubblica Romana si esprimeva all'art. 4 affermando che La Repubblica riguarda tutti i popoli come fratelli, rispetta ogni nazionalità.

Oggi, la nostra Costituzione, all'art. 10 afferma: Agli stranieri sono riconosciuti tutti i diritti previsti dalle norme internazionali. E' riconosciuto il diritto d'asilo. Non è ammessa l'estradizione per motivi politici.


DIGNITA' DEI CITTADINI



La Repubblica Romana, agli art. 2 e 3 del suo atto costitutivo, dichiarava che la Regola di Democrazia Eguaglianza-Libertà-Fraternità, non riconosce titoli di nobiltà, né privilegi di nascita o casta. E ancora che La Repubblica promuove il miglioramento delle condizioni morali e materiali dei cittadini.

La nostra Costituzione garantisce oggi all'art.2 che La Repubblica riconosce dignità sociale a tutti i cittadini. Si impegna a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitino di fatto Libertà, Uguaglianza e impediscano la partecipazione alla vita politica, economica e sociale.


RAPPORTI CON LA RELIGIONE



La Repubblica Romana dichiarava all'art.7 che Dalla credenza religiosa non dipende l'esercizio dei diritti civili e politici.

Oggi, è riconosciuto all'art.8 della Costituzione che Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere di fronte alla legge.


DIRITTO ALLO STUDIO



La Repubblica Romana riconosceva libero l'insegnamento, all'art.8.

La nostra Costituzione afferma agli art.30-31 che E' diritto e dovere dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori dal matrimonio. La scuola è aperta a tutti ma i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.


Mi piace concludere richiamando a grandi linee le parole di Paris, il quale, più volte, durante il suo interessante intervento, ha tentato di veicolare l'attenzione su alcuni aspetti fondamentali della nostra attualità.

L'avvocato ha ribadito in più occasioni

Ma vi rendete conto? E' emozionante appurare che più di un secolo e mezzo fa, i nostri avi, provenienti nella gran parte dal mondo contadino, privi della preparazione culturale, intellettuale e persino degli strumenti di cui siamo attrezzati noi oggi, si siano riuniti e siano riusciti a gettare le basi della nostra modernità. E' commovente e a tratti sbalorditivo che si sia lottato, faticato, che si sia morti per riconoscere i diritti che toccano a ciascuno di noi e che erano stati già sanciti in quell'epoca di risorgimento e di coraggio, ispirando le fondamenta degli stati futuri e che, nonostante ciò, alcuni di questi diritti vengano tutt'oggi messi in discussione o non vengano affatto avallati dalle istituzioni e dello stesso stato.

E' commovente e sconcertante, aggiungo io. 

Commuove conoscere da dove veniamo, sconcerta la penosa situazione in cui effettivamente versiamo. 

E ci vuole forza. Forza per gridarlo e sopratutto per crederci ancora in quel Viva la Repubblica, Viva l'Italia!





26 commenti:

  1. Sono d'accordo con te.
    Conoscere la storia è fondamentale per non ricommettere gli errori del passato.
    Eppure, come tu stessa dici, siamo in una situazione penosa.
    Tu hai fiducia nel futuro?
    Io pochissima.

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    1. Mi sa meno di te, amica mia, cara. Il segreto, forse, risiede nelle generazioni future: bisogna istruire i giovani, informare i bambini, divulgare quello che è stato, come siamo giunti a questo punto.
      Perché parliamoci chiaro, in quanti sono in grado di rispondere alla domanda: Cos'è stata la repubblica romana? Solo per fare un esempio, eh. Si potrebbe discutere della storia intera.

      E stai pur certa che anche questo mio post risulterà in linea generale pesante ed anche noioso. E' impegnativo applicarsi, sapere, istruirsi. E' impegnativo provare a capire, avere delle risposte sensate, complete. E' più facile fare i pappagalli dei social - nota cosa sta succedendo con Salvini.

      Io però non mi arrendo. Non arrendiamoci, Claudia! Non arrendiamoci

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    2. "I pappagalli dei social".
      Altro che "Ferragnez".
      La madre dei neologismi dovresti essere tu!

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    3. uahauahauahah... mi hai fatto sbottare a ridere! Io però il Fedez non lo vorrei mai, mi fa da lassativo: basta solo il singolo sulla nascita del figlio! MATRI MATRI chi camulu :P

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  2. Cara Irene, credo che questo tuo post ci fa capire che i progressi fatti da quel l'ontano 1849
    di tempo ne è passato tanto, credo però non anno imparato tanto,diamo uno sguardo alla situazione odierna!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Tomaso, dici bene. Al momento hanno imparato veramente poco da quei signori. Confidiamo in un risveglio di massa. Davanti a te, mi inchino. Per i tuoi trascorsi e per il tuo contributo alla Patria. Grande Tomaso!

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  3. Allora sei folle come me che all'università scelsi Lettere moderne, indirizzo Storia Moderna mentre tutti mi dicevano che era di una noia mortale ed era meglio qualcosa di più breve e meno impegnativo. Con il vecchio ordinamento erano cinque anni di studi matti e disperatissimi.
    Meglio adesso che con un bel triennio in Informatica per la comunicazione digitale, sei subito dottore e secondo studi entro un anno trovi lavoro tra radio, televisione e web. Ma del resto è quello che la società richiede, se tu conosca o meno le origini della nostra Costituzione o che abbia memoria di quanto sangue sia stato versato affinché si possa essere liberi di scegliere (anche sui social perché no) è un altro paio di maniche. Lo stesso dicasi sulle letture e sulla cultura generale. Che se chiedi l'ultimo libro letto ti guardano in cagnesco e ti chiedono: a che serve? Se ho bisogno googloooooooooooo

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    1. Mariella, siamo folli in due, dunque XD ma la speranza è che ci riscopriamo un nugolo di matti senza fine, una resistenza in grado di far comunque e sempre virare il mondo.
      Io ci CREDO ^_^

      Un abbraccio, mia cara

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  4. Cara Irene, quanta verità in questo tuo bellissimo post che ci rammenta lo spessore degli uomini di allora che stride fortemente con la pochezza degli uomini dei nostri tempi. Buona serata.
    sinforosa

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    1. Sinforosa, se è vero che esiste un aldilà, gli uomini di allora non troveranno pace nel constatare cosa sta combinando la marmaglia d'oggi
      -_-
      Ti abbraccio, forte :*

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  5. Se conoscessimo la storia non ripeteremmo gli stessi errori. Ma studiare, come dicevo nel mio post, è troooooopppo faticoso. Meglio ripetere quello che dicono gli altri... e avallare la loro ignoranza che poi diventa la nostra. Del resto gli ignoranti per natura sono imbecilli e manipolabili.

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    1. Imbecilli e manipolabili, hai detto bene, Dolcezze.
      Il tuo post di ieri mi si è stampato in testa, ci rimugino da un giorno intero con sommo sconforto.
      Confidiamo in una ripresa, se non altro dei giovani...

      Ti abbraccio!

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  6. In effetti la nostra Costituzione sembra aver preso spunto da quella romana per molti aspetti essenziali. Molto interessante quel convegno.

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    1. Ci sono stati due precisi momenti in cui ti ho pensato, Daniele. Quando hanno citato gli articoli della Costituzione riguardante la Dignità dei Cittadini e quello sull'Eguaglianza dei popoli.
      E' evidente che ciò che è previsto dalla legge non è esattamente quel che è tradotto in termini di vita reale. Ci sarebbe da andare a stampare la Costituzione in faccia ai vari governucoli buffoni e disonesti.

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  7. La storia siamo noi nessuno escluso
    Bel post
    Maurizio

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    1. Si, noi e purtroppo tutta la fetenzia che ci governa.

      Grazie, Maurizio.

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  8. Amo molto anche io la storia e credo che non ripeteremmo tanti errori se solo ci soffermassimo a guardare il passato.
    Molto interessante il tuo post.
    Grazie di cuore.

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    1. Ciao Maria, Grazie! Spero che tutti i tuoi progetti vadano per il meglio, di cuore ^_^ Un abbraccione

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  9. Questo tuo bel post fa riflettere garbatamente.D'accordo su tutto: la storia siamo noi. Se capiss. Anche se sull'Appia antica raccatto un ciottolo e cerco bene sotto la scorsa del lucidio del tempo ci trovo magari scolpito un accenno di frase latina.
    Ma la repubblica romana costituita il 9 febbraio 1849 -85 anni esatti prima che io nascessi- sono quindi vissuto due vite fino ad oggi, e s a t t e, ha messo in evidenza che la Nazione Italia non esisteva c0me mentalità, che lo Stato Fatik-ANO era arretrato come tutti gli stati teocratici, esempio tipico di come il Cristianesimo avesse sotterrato il livello di cultura Del suo popolo, CHE NON DOVEVA SAPERE PERCHÉ AVREBBE FORSE CAPITO LA BESTIALE TRUFFA CONTRO DI LUI PERPETRATA, come facevano gli antichi egizi, come recentemente hanno fatto in Iran ed in tutti i popoli sottomessi a teocrazia. Dopo arrivarono i francesi, sempre loro; poi i Savoia che mandarono i Carabinieri a sterminare i banditi siculi, come se solo in Sicilia ce ne fossero, e ammazzarono famiglie intere. Poi arrivarono i Fascisti, poi i Comunisti, poi i DC baciapile, poi i PD bacia culi e palle, poi il Berlu baciaf**a; infine questr facce di culo, questa categoria di estremi deficenti, che purtroppo non crepano mai e che ci porteranno alla rovina.
    Vedi che bel percorso che ha fatto il popol nostro?

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    1. Dopo la poesia, Vincenzo, la cosa che di te amo di può è quando ti infervori con la politica ed i raccordi storici. Io hai voglia ad imparare da te!, in termini di poesia ed anche di conoscenza. Intanto questo tuo lo rileggo a parenti, ad amici e pure a qualcuno che era presente proprio lì, alla conferenza. E' veritiero e provocatorio al punto giusto ^_^ sai che comizi ne verranno fuori a tavola e non solo.

      Ma non siamo già alla rovina?

      Sei del 9 Febbraio? Sul serio???

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    2. Sono nato con tanta fortuna alle ore 01 e 12 minuti, venerdì, del 9 febbraio 1934.
      Con tanta fortuna, perché avevo le spalle troppo larghe ed ero rimasto ancorato e immobile- Stavo soffocando ed il nostro medico fece venire un chirurgo per trapanarmi il cranio e salvare la madre. Fu lei ad opporsi e a scegliere di far nascere me, quando mio padre aveva già dato il suo assenso, poveraccio. Io lo capisco benissimo. Come capisco lei. Era troppo apprensiva, ma non ce l'avrebbe fatta poi a pensare che suo figlio era stato ammazzato per salvarle la vita. E poi che ne sarebbe stato di mio fratello?

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    3. Nonno mio è del 9 febbraio (1926), dichiarato però il 19, ovvero oggi - non ho mai compreso il motivo del ritardo, so che a tutti i fratelli era toccata la medesima sorte di una data che non era l'effettiva data di nascita .
      Tua mamma è tale: una Madre, una vera ed autentica Madre. Gloria a lei che non ci ha privato della tua poesia e della tua mente brillante.

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  10. Verissimo: ci erano arrivati prima, alle stesse bellissime conclusioni.
    Giusto sulla scuola siamo messi meglio... sulla carta! E solo su quella XD

    Moz-

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    1. Solo su quella, purtroppo, Miki, sulla carta. Sulla carta pure tutto il resto pare preciso, giusto e congruo. Ad es.: La Repubblica riconosce dignità sociale a tutti i cittadini. Si impegna a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitino di fatto Libertà, Uguaglianza e impediscano la partecipazione alla vita politica, economica e sociale.
      Pare una barzelletta... -_-

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  11. sei affascinante...un libro aperto...gli ideali sono fantastici...l,unica brutta bestia è l' uomo...e la storia si ripete : è cominciata nell'Eden quando Adamo ed Eva presero la mela...perche' volevano essere di più... però che emozione la nipote dell'eroe dei due mondi....viva l'Italia perché l'Italia siamo noi...un bacione...no mille ;)

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    1. Giusi, tu porti sempre una ventata di serenità e ottimismo ^_^... Hai ragione, viva l'Italia, se non altro, viva noi!, che tentiamo di usare il cervello e pure il cuore e che non ci arrendiamo mai...
      Mille e più baci! Voglio abbondare, alla faccia di Giuseppe :DDDD

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