sabato 23 febbraio 2019

Le persone non cambiano, si rivelano

Le Lettere della Domenica#3



Le persone non cambiano, 
si rivelano...

DOMENICA, 24 febbraio ----

Papà, 


Non ti dico caro, che caro non lo sei stato mai. Neppure quando graffiavi la mamma di baci bavosi e le promettevi che saresti diventato migliore, che saresti cambiato. Cambiato da cosa, poi. Da quei tuoi mutismi cosmici, dalla barba ispida che non ti radevi, dagli schiaffi elargiti come fossero confetti ad un battessimo? Chissà cosa intendevi, tu, per cambiamento. 

Forse, caro lo eri solo in quelle mattine di domenica in cui mi caricavi in macchina e partivamo alla volta del lago, io e te, pesci solitari e silenziosi in un acquario col motore, alla ricerca di verità fatte di tornanti e paesaggi al miele imbrattati di foschia. 

“Le migliori riflessioni si fanno alla guida” mi dicevi. Ed io ti credevo. Ti ho sempre creduto, papà, come si credono le madonne e i crocefissi se a sorreggerti è una fede cieca. 

E’ domenica anche oggi. 

Nel tardi pomeriggio prendo la macchina per tornare a casa, alla fine del turno in ospedale. Non faccio uno di quei lavori che sarebbero piaciuti a te, di quelli che la domenica te ne puoi stare a casa sprofondato in un angolo a guardarti la partita. Io, la partita, riesco, si e no, a sbirciarla tra le corsie del mio reparto, di passaggio nello stanzino delle infermiere. 

Ma non è questo di cui voglio parlarti. 

Sono in macchina, ti dicevo. 

Le migliori riflessioni si fanno alla guida. Sono in macchina, e penso. Incolonnato in mezzo al fiume di automobili, piccoli ragni di metallo colorato in lenta convergenza verso i polmoni periferici della città. Sono lì, le mani rigettate sul volante, la testa reclinata ad osservare vacuamente l’arteria stradale polverosa e piena. 

Penso. 

Penso pensieri sparsi, quotidiani, a-cronologici. Frammenti di pensiero portati dal vento, dall'acquazzone improvviso, che mi baluginano davanti come le palline scure di quando chiudi gli occhi dopo aver guardato il sole. 

Penso, e all'improvviso penso anche che le persone non cambiano

Un pensiero che mi preme nel petto come un chiodo arrugginito, che tentavo di focalizzare da un pezzo, almeno da quando l’uomo due macchine avanti è sceso dalla sua vettura e si è lanciato in un improbabile zigzag nel tentativo di acchiappare un cane che ha deciso di andare a passeggio sulla tangenziale, impedendo per l’appunto a tutti di proseguire sul medesimo tratto di strada . 

È lo stesso uomo che raccatta animali randagi nel quartiere, quello che più volte ha rischiato il linciaggio per aver bloccato il traffico ai semafori, o per i guaiti ed i miagolii notturni provenienti dai ripari azzardati sul suo terrazzo; e che, incurante, continua a simpatizzare per i suoi amici a quattro zampe. 

No, le persone non cambiano

Le persone si possono smussare, ri-verniciare temporaneamente con una dose di un-buon-sentimento-a-scelta, ri-posizionare, al fine di ottenere un nuovo punto di vista dal quale osservarle, ma, fondamentalmente, nella sostanza e ancora più nel profondo, le persone non cambiano. 

Sono come colate di acciaio, le persone; macigni di acciaio della migliore lega. Forse la vita avrà su di loro la meglio, forse nel tempo le corroderà con le sue intemperie, con il sale della lacrime, con il caldo e con il freddo; nel mentre, un macigno di acciaio rimane immutato; ed è folle nutrire la speranza di poterlo rimodellare. 

Piuttosto la fuga, una repentina ritirata alla ricerca di forme e di sostanze più attinenti alla nostra forma, alla nostra sostanza; ma rimanere, caparbi, a scuotere l’acciaio, fino a farsi sanguinare le mani e il cuore, che senso può avere? 

Pensieri. Sentenze egoisticamente universali partorite nel frangente di un tempo vacuo, infruttuoso, scandito da clacson incazzati e da urla stridule che minacciano di morte un uomo e un cane. 

Eccoli, finalmente: cenci fradici e pelo arruffato, abbrancicati l’uno all'altro. 

Ce l’hanno fatta a venirsi incontro; sono salvi, l’anima del primo, che non ci avrebbe dormito la notte, l’incolumità del secondo. 

Siamo salvi. Si riparte, senza uccidere nessuno, senza far intervenire l’esercito. 

Il tempo di un ultimo pensiero. Fugace. 

Le persone non cambiano, papà, si rivelano. Qualcuno l’ha detto. Ma non sempre questo è un male. Non sempre lo è… 

Ovunque tu sia, 

Tuo figlio, 

G.

(lettera di invenzione ad opera Irene Z.)


Le lettere della domenica

giovedì 21 febbraio 2019

L'Autore del Blog accanto - PATRICIA MOLL



Oggi decido di dare il via ad un progetto che mi ronzava in testa già da un pezzo - augurandomi di riuscire a tenervi fede, conoscete le mie proverbiali incompiute.

Grazie a questo spazio virtuale ho avuto modo di conoscere blogger dotati di un talento straordinario per la scrittura. Persone socievoli e alla mano che, come me, coltivano questa grande passione e che hanno deciso di mettersi in gioco. Autori veri, scrittori e poeti a portata di mano, anzi, a portata di blog. 

Già dal Diario di Regina avevo iniziato a dare spazio a questi amici, con la speranza di condividere il mio entusiasmo per la loro bravura e ad incentivare chi crede nei propri sogni ed è deciso  ad inseguirli, fosse anche solo per se stesso. 

Scrivere è un'arte. L'arte conferisce in ogni caso un senso di compiutezza all'anima.

Il 15 novembre del 2017 pubblicai sul Diario un'intervista fatta alla mitica Patricia Moll ed inerente la lettura della sua prima raccolta di poesie: Liberi i miei versi.

E' con quella intervista che voglio iniziare questa nuova rubricaUn pò perché, avendo definitivamente reso privato il contenuto del mio precedente blog, sarebbe un peccato andasse persa. Principalmente, perché Patricia la conosciamo tutti, è un pilastro della blogsfera, una donna entusiasta, vitale, meravigliosamente presente, ma in questo periodo latita per questioni di salute ed altre problematiche di vita. Lo ha ufficialmente rivelato ieri in questo suo post. La sua assenza si sente, mancano la sua simpatia, il suo senso dell'humor, le sue mille attività alle quali, in qualche modo e a stento, sta cercando di tenere testa.

Anche con la speranza che, rileggendosi, Patricia possa recuperare sprint e coraggio, ripropongo per intero l'intervista a cui si prestò  più di un anno fa. Per chi volesse rileggerla, sono certa che un sorriso vi scapperà: non mi sono mai divertita tanto ad improvvisarmi intervistatrice.

Pat, ricorda, sei una roccia; anzi, come hai scritto tu stessa in versi, sei come un giunco, caparbio e resistente al vento delle intemperie.

Ah, e voi Autori dei blog accanto, preparatevi, arrivo presto...

mercoledì 15 novembre 2017



Se qualcuno mi chiedesse a cosa penso se ripercorro gli inizi della mia impacciata e timida vita da blogger, risponderei senz'ombra di dubbio che penso a Lei, aPatricia Moll. Ed alla casa di Myrtilla, dove chiunque abbia la fortuna di approdare finisce per trovare un piccolo angolo di paradiso virtuale odoroso della calda e gioiosa ospitalità di Patricia e di tutto l’affetto ed il trasporto che lei riesce ad offrire. 
Perché se sei un pesciolino che si è appena tuffato nell'oceano della blogsfera, Lei,Patricia, è in grado di mostrarti con quanta umile semplicità si possa tenere un blog riversandoci dentro tutta l’emozione e la passione per la vita senza mai perdere di vista il rispetto e la dedizione agli altri.


Che poi, chi è che in ambito blog non conosce Patricia ed il Myrtilla’s House? 

Se qualcuno esiste, FILI a fare penitenza in ginocchio sui ceci e non si alzi fin quando non avrà recuperato tutti gli episodi con i finali di Insieme Raccontiamo, mica vorremo scherzare!

Ma perché oggi son qui a parlare della mitica Pat?

Semplice, perché finalmente sono riuscita a leggere il primo ebook che raccoglie i suoi magnifici liberi versi.

Si intitola proprio così la sua prima raccolta di poesie: "Liberi i miei versi". E posso tranquillamente affermare che di Liberi ma anche di Intensi e Catartici versi si tratta. Versi così belli e profondi da non avere nulla da invidiare alla più sentita e moderna poesia. 

Non desidero, tuttavia, limitarmi ad una recensione. 

Siooriesioooreeeee, direttamente dal Myrtilla’s House, in esclusiva, qui, sul mio blogghetto piccolo e che non le rende merito, in un’intervista che ho sognato decine di volte di fare – TA-TAT-AT-TATTATA-TAAAAAAA – rullo di tamburi –

 Ecco a Vooooiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii:


PATRICIAAAAA MOOOL

(clap clap clap clap clap clap clap clap)

Ciao Patricia, ben arrivata! 
Quanto sei felice da uno a dieci che finalmente non ti tartas…ehm… non ti rammenterò più che abbiamo un’intervista da fare, visto che stiamo per farla? 

Mille, ti basta? ahahahhahah
Grazie a te per questa... chiacchierata. Spero sarai buona con me :)


Ho letto e riletto le tue bellissime poesie che trovo a dir poco straordinarie, in particolar modo perché tutti possono immedesimarsi. 
Da quanto tempo scrivi poesie? 

Troppo buona, Reginella! Non sono una poetessa. Gioco con le parole, mettiamola così. L'ho sempre fatto. Il problema è sorto quando compii 18 anni. Mi sentii grande e buttai nella munnezza quintali di carta. Poesie, racconti, la bozza di un romanzo… ti prego di non ridere, ma pure la telecronaca di una partita di calcio, visto che allora guardavo tutte le partite.
Non so se è proprio il mio caso, ma se il lettore si immedesima in quello che legge oso dire che lo scritto è buono. Lascia qualcosa ed è un ottimo risultato.



Cioè, tu in adolescenza o supergiù ti auto-scrivevi la telecronaca delle partite di calcio? 0-0. Ok, questo lo approfondiamo dietro le quinte nel gruppo di ascolto "amiche strambe del web"- ahahahahahah.
Ritorno seria -ooohhm! -  Che cos’è per te la poesia? 

Poesia…. è il cuore che si mette a nudo. E' l’anima che parla, che dice cose a cui a volte non si pensa o non si vuol pensare. Poesia è un lasciar parlare a ruota libera il proprio io più intimo, senza vincoli di sorta, di timidezza o di remore morali. 
E’ un volo senza confini.


Com'è nata l’idea dell’ebook e, soprattutto, che effetto ti ha fatto mostrare pubblicamente questo tuo lato così intimo? 

Ci avevo già provato prima di entrare a far parte del gruppo di google ma con scarsi risultati. Ho voluto riprovare ultimamente visto che adesso qualcuno mi conosce sul web.
È stata una sfida mia personale per vincere una sorta di ritrosia e comunque perché mi fa piacere condividere. Poi, sinceramente, interessa sapere cosa pensano gli altri delle mie poesie. In parole povere… se posso continuare a scrivere o se devo dedicarmi all’ippica. 
Però è stato ed è un percorso utile anche per me. Scrivere mi ha aiutato a tirar fuori cosa non vedevo o non volevo vedere. È effettivamente un mettersi a nudo, ma credo che faccia bene.
 

La poesia con la quale apri il libro si intitola per l’appunto “Liberi i miei versi”. Mi piace molto, mi piace perché decanta i tuoi versi liberi di andare, per nulla incatenati alla metrica o alla convenzione, e mi piace quando concludi ammettendo che neanche tu conosci la direzione dei tuoi versi bensì sono loro a dirigersi verso la meta che hanno già deciso. 
Ritieni dunque che la poesia possieda un’anima propria? 

Sì! Come ti ho detto prima, penso che una poesia troppo studiata non rispecchi quella me stessa nascosta. Sono istintiva per natura e quando mi vengono in mente dei versi li metto subito su carta prima che decidano di andarsene per i fatti loro. 
Sarà che non sono poetessa ma soltanto una che gioca e si diverte. E scopre ogni volta un qualcosa di nuovo di se stessa.



Io ti conosco come una simpatica chiacchierona, un vulcano stracarico d’energia. Il tuo senso dell’humor, poi, l’ho sempre adorato: diciamo che sei una che si prende poco sul serio e questo denota la tua grande intelligenza. Eppure da alcuni tuoi versi scaturisce un dolore forte, pungente, a tratti sopito ma che graffia in tutta la sua forza. È così che esorcizzi la sofferenza? 

La sofferenza fa parte della vita di tutti. Nessun è Rambo. Sai... quello che nella giungla si cuciva con ago e filo un taglio di 20 centimetri. Bisogna decidere se lasciarsi comandare dalla sofferenza o conviverci. Se ti lasci comandare non vivi. Se ci convivi devi lottare per tenerla comunque a bada. 
E’ infida la sofferenza. In qualunque momento può far capolino e stenderti. 
Io ho scelto la seconda opzione anche perché comunque bisogna andare avanti. Non dimenticare il passato ma non vivere di passato. Guardare all'oggi e magari ogni tanto puntare anche al domani. E’ un modo come un altro per riuscire a non averla sempre sotto il naso. 


C’è una citazione di Roque Dalton che mi ha sempre affascinato. Dice: “Credo che il mondo sia bello, che la poesia sia come il pane, di tutti”.  Sei d’accordo? 

In linea di massima sì, anche perché comunque io amo le poesie, Neruda, Baudelaire, Merini, Dickinson… Penso che il mondo senza poesia sia come una fontana senz’acqua, inutile 


Invece c’è una frase celebre di Pietro Casaburi Urries che recita: “Chi brama la poesia senza ornamenti retorici, ama la primavera senza fiori, il monile senza gemme e l' firmamento senza stelle”, probabilmente riferendosi a tutti quei poeti che danno vita a dei versi ma sfuggono a tutte le ricercatezze stilistiche, retoriche e linguistiche. Che cosa risponderesti a Pietro? 

Io amo i fiori, le nuvole, il cielo stellato e mi perdo nei sogni ad occhi aperti ad osservarli. 
Risponderei che per seguire metriche e certi ornamenti retorici bisogna avere le basi culturali giuste. Io ho la terza superiore. Nemmeno la maturità perché non avevo voglia di studiare. E non ho affatto studi classici che mi possano aiutare come preparazione o cultura.
  

Senti, ma sul serio i tuoi pensieri folli assomigliano a saltimbanchi da strada? 

Oddio! Ma allora le hai lette davvero? Ahahhaahahahhaahha Sì! Certe volte sono così assurdi da apparire irrealizzabili. Poi, magari lavorandoci sopra, lasciandoli decantare e riprendendoli in mano qualcosa esce. Sono però sempre al limite della follia. 


E se lo dice una che in tenera età si scriveva da sola le telecronache delle partite di calcio, ci credo! ^-^
In questa tua prima raccolta c’è veramente tanto. Sentimenti, persone, figure di riferimento e tanta tanta natura. Cos’è che ti ispira di più?

Dipende dal momento. In genere anche quando parlo di fiori o nuvole mi riferisco ad un qualcosa di introspettivo. Sono metafore di sentimenti e stati d’animo che forse nemmeno conoscevo alla perfezione. 


Una raccolta di poesie è come una playlist musicale, almeno per me. C’è una logica o una motivazione dietro l’ordine e le tracce che hai scelto? 

Assolutamente no! Ho cercato quelle che più mi piacevano e che in quel momento più mi rispecchiavano. 


Il poeta o la poetessa che inviteresti a cena. 

Neruda! Mi amor! 


Ma con Neruda, solo a recitar poesie…? – uahuahuhauhauha ok, puoi avvalerti della facoltà di non rispondere – 

Beh… senza offesa, per il resto preferirei George Cloney o Richard Gere... anche Depp magari ahahahaahah - Non che Neruda fosse poi un gran bell'uomo eh…. Curiosa!


Buongustaia... ihihihihihihi - 
Il poeta o la poetessa che butteresti giù dalla finestra. 

All'epoca in cui andavo a scuola ti avrei detto Leopardi, perché studiare a memoria quella donzelletta che vien dalla campagna…. Beh! Era stata tragica! Io come memoria sono meno di zero. 
Oggi ti rispondo che chiunque scriva poesie non merita di volare dalla finestra. Può non piacermi, possiamo non essere in sintonia ma, sinceramente, massimo rispetto per tutti.


Massimo 10 parole per invitare i tuoi lettori a leggere le poesie di questa prima imperdibile raccolta.

Forza ragazzi! Le ho scritte io. Datevi da fare! ahahahhahahh 


Spiega anche come fare per scaricare l’ebook, considerato che la sottoscritta è stata incapace fino alla fine – eheheheheheheh 

Oddio! Sul blog, nella colonna di destra c’è l’icona gialla LULU COMPRA. Si clicca sopra e si accede a Lulu per chi è iscritto. Altrimenti, in alto a sinistra del sito c’è "acquista". Cliccandoci sopra compare la libreria LULU, si fa la ricerca con il mio nome e si arriva all’ebook.


Domandona – pensavi tu che non ci sarei arrivata! Sto sogghignando, è vero -. Ma come fai a conciliare tutto? Intendo, proprio tutto. Il blog che va sempre a mille, le meravigliose poesie che scrivi, la tua presenza costante ed attenta su tutti i blog del circondario, le varie iniziative come ad esempio Insieme Raccontiamo? Cosa coltivi in realtà nell'orto di casa? Dai, a noi puoi dirlo…^_^ 


Non lo so! Qualcosa resterà da fare ahhahahahahah Sinceramente al pomeriggio ho necessità di star seduta perché io non sono fanciullina come te! Ahahahahh 

Poi ultimamente sto latitando anch'io. E’ un periodo così. Vivo però di rendita perché quando scrivo… ehm… scrivo post per 5/6 giorni quindi normalmente non dovrei avere buchi. E poi, scusa…. Ma vuoi che vi lasci tranquilli??? Ma perché farvi annoiare senza di me??? Sono altruista io… ahahhahaahha

Nell’orto? Gramigna… ma tanto quella viene da sola ahhahhahah gramigna ed erbaccia. Ormai né il marito né io siamo più in grado di guardare un orto. Al super è fresca la verdura... 



Progetti poetici per il futuro?

Dipende dall'ispirazione e dal tempo. Sto cercando di preparare un libro di racconti, ma non so quando riuscirò. C’è l’idea, anzi, c’è la bozza ma è ferma lì da mesi.


Ultima questione. Perché una copertina monocromatica per l’ebook? Non sarebbe carino creare una copertina apposita, magari con una riproduzione artistica, un motivo fantasioso o un simbolo che contraddistingua questa tua prima raccolta? ^_* 

Ma semplice bambina! Io no buona ahahah...  Scherzi a parte, non sono stata capace a mettere un disegno. Troppo grande, troppo piccolo…. Uff… poi così capite quanta autostima ho...


Allora lancio io un'iniziativa. 
Udite, udite, chiunque voglia può partecipare ad un minimini concorso interno senza alcuna regola e solo per divertirci a creare una copertina simpatica ed espressiva per il primo ebook di Patricia ^_^
In palio, la raccolta di poesie "Liberi i miei versi" che Pat - senza ancora nulla sapere -  si impegna ad inviare all'autore della copertina prescelta.

 - Ti è piaciuta la sorpresa, Patty? :D -

Grazie per la disponibilità, Patricia, Grazie per il tempo che mi hai dedicato e per la pazienza.
 Grazie a chi si è soffermato a leggere questa chiacchierata semiseria che per me ha significato molto e Grazie a chi ne avrà tratto uno spunto per credere ancora nei sogni che altro non è se non la vera essenza del libro di Patricia Moll.

Vi lascio con una poesia tratta dalla raccolta, una poesia che secondo me rispecchia appieno l'Autrice. 
Augurando a me stessa e a ciascuno di essere giunco, sempre e comunque vada la vita.

COME GIUNCO 

Son come giunco 
Al vento 
mi piego 
fino a piegar la fronte 
a sfiorar la terra. 

Mi ferisco e sanguino. 

Ma quando
il vento tace 
mi rialzo 
vivo

(tratto da "Liberi i miei versi" di Patricia Moll)

P.s. Nel frattempo, Patricia ha pubblicato una serie di altri interessanti ebook che la sottoscritta non ha potuto leggere non per mancanza di volontà bensì per il tempo sempre striminzito col quale è costretta a fare i conti. Chiunque voglia può sbirciare qui
La copertina della prima raccolta non è mai stata modificata, ma fortunatamente nelle pubblicazioni successive è andata di gran lunga meglio.

mercoledì 20 febbraio 2019

#cosestupidemanontroppo(dal web) - QUANDO L'EROS VIENE WHATS... TANATO

Da qualche settimana sta facendo il giro dell'Italia l'audio hot che una ragazza catanese avrebbe inviato al proprio fidanzato. Nel vocale, la ragazza elenca, con una certa sicula passionalità e con dovizia di particolari, tutto ciò che avrebbe voluto fare con il proprio compagno non appena si fossero ritrovati nella loro sfera intima.

Peccato che, al momento dell'invio su watsapp, la sciagurata ignorasse di essersi innamorata di un autentico idiota. Come altro definire un tizio che manda in giro la voce della propria donna con simili stimolanti confessioni?

Fatto sta che l'audio è diventato virale. E' stato persino mandato in onda su una radio nazionale e adesso circola mixato da musiche pop, rap e melodiche. Per non parlare dei tormentoni e degli slogan a suon di M PA PA PA  e A SINTILLI di cui gli italianetti non hanno perso tempo ad appropriarsi.

Non solo, dopo il primo, pare siano continuati a pervenire ed hanno continuato a circolare altri audio della stessa ragazza, alcuni sullo stesso stampo, altri addirittura di sfogo ad alcune amiche per l'incubo in cui è finita.

Ammesso che ci sarebbe da discutere sull'uso improprio che si fa oggigiorno dei mezzi di comunicazione e che comunque ciascuno è libero di farne l'uso che preferisce fin quando non lede la libertà o i diritti altrui, ciò che è stato compiuto ai danni di questa donna è un vero e proprio reato e voglio augurarmi che lei provveda a far pagare a caro prezzo l'enorme danno che le è stato inflitto, e ancor di più, da persone di cui si fidava.

In riferimento allo specifico del contenuto, una fetta massiccia di squallidi omuncoli porno-dipendenti e finti perbenisti ha ovviamente levato il dito adducendo alla ragazza come una poco di buono o la moglie che nessuno vorrebbe mai. Nient'altro che un fiume di ipocrisia. Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non si è lasciato andare alle proprie pulsioni sessuali - fossero anche verbali - e per lo più con il proprio partner. 

Mi piace concludere riportando per intero la lettera che lo scrittore Ottavio Cappellani ha voluto dedicare alla ragazza sul quotidiano on line La Sicilia:


 "Cara ragazza protagonista del file audio "pa pa pa". Sono uno scrittore. E voglio dirti che ho ascoltato il tuo audio con ammirazione. Il mondo è pieno di coglioni, ma il tuo uso della lingua e della metrica è favoloso e micidiale allo stesso tempo. 
 Sai che abbiamo avuto qui a Catania un grandissimo poeta di nome Micio Tempio? Cercalo su internet. 
 Sai, la nostra lingua, il siciliano, il civitoto in particolare, il linguaggio usato da un altro grande del nostro teatro, Nino Martoglio, è una lingua antica, una lingua dell'anima, una lingua "metrica". Hai presente il rap, il trap? Non hanno inventato nulla... una volta, qui, nella costa orientale siciliana, si parlava così, in metrica. E che il tuo audio si sia prestato ai "remix" ne è la prova. Il tuo non è un semplice audio, è un vero e proprio canto dell'anima, della passione, della terra, della verità ahimé sempre nascosta dall'ipocrisia perbenista. Sei una grande, cara. Sono uno scrittore, di quelli bravi, e te lo dico io.

Un abbraccio e futtitinni!"

Aggiungerei, futtitinni e d'ora in poi scegli bene fidanzati ed amiche.


Altre #cosestupidemanontroppo(dal web)

-Cosa ha detto Harry a Meghan?

lunedì 18 febbraio 2019

Luoghi d'Italia: Passaggio a Zena

Così, ci siamo stati. A Genova. Toccata e fuga. In mezzo anche alcuni impegni lavorativi ed una serie di visite da fare ad alcuni amici del circondario.

Ogni volta che mi trovo a girare per l'Italia, faccio puntualmente il solito pensiero. QUEL pensiero, quello che fanno tutti: E' proprio Bello, questo nostro Bel Paese.

Che poi a Genova ci siamo approdati di venerdì, e per essere ancora una giornata lavorativa, io, il fuggi fuggi generale a lo stress che intasa l'aria e a cui la Capitale ci ha abituato, non l'ho proprio neppure lontanamente intravisto.

Ma non si può catalogare o conoscere una città in poche ore e per lo più quando si è in clima di vacanza. Sacrosanto.

Tuttavia, Genova mi ha lasciato addosso una carezza di piacevole sentore.

Sarà stato il mare, sarà stato l'ordine e la pulizia del quartiere intorno all'Acquario, sarà stata la fortuna - gli amici del circondario così mi han detto, che di fortuna in fondo si è trattato - d'aver incrociato genovesi cordiali ed aperti alla chicchera, fatto sta che a  Zena mi sento di lasciare il bonus amorevole del ritorno con la voglia accresciuta di esplorare, e per tre buone ragioni dettate da tre esperienze niente male:

1 - A GENOVA SI RESPIRA. Si respirano paesaggi meravigliosi contornati da monumenti che cantano storia e tratti di cielo riflesso nel mare che ti precipita negli occhi e ti sedimenta nell'anima. 
E si respira calma. Calma e civiltà: ho notato un grande afflusso di extracomunitari che sedevano e passeggiavano nella piazza davanti al Porto Antico, ma non ho avvertito la stessa tensione e le stesse condizioni di vita disastrata che, posso giurare, vivo in prima persona abitando nella periferia romana e nei pressi di un centro di accoglienza per immigrati.

Che sia stata solo un'impressione? 




2- L'ACQUARIO è un'esperienza strepitosa. Una grande risorsa per l'Italia intera, senza dimenticare che quello di Genova è stato classificato al nono posto degli acquari nel mondo per grandezza e specie animali.

E' stato gradevole ed istruttivo trovare a tratti del personale che con naturalezza e garbo ha spiegato ai bambini dove si trovassero e cosa stessero osservando, ed altrettanto piacevole è stato perdersi una mezz'ora davanti all'immensa vetrata d'acqua dietro la quale danzavano i delfini con un sottofondo di musica classica e svariati artisti che si sono avvicendati esibendosi in mini rappresentazioni in tema con il mare.





3 - Genova è ECONOMICA. Anche in questo caso, da più parti, mi è stato detto che con molta probabilità io abbia goduto di una sana dose di fortuna. Ma tre fortune su tre mi costringono comunque ad azionare un meccanismo di valutazione che mi fa supporre che il capoluogo ligure sia molto ma molto più economico di Roma, di tante altre città del nord e del centro Italia che ho visitato e persino di alcune località del sud.

Posso dimostrarlo.

Bigo Bar al Porto Antico, ci entriamo nel pomeriggio, dopo poche ore dal nostro arrivo. 
Prendiamo (con accomodata al tavolo): 2 pezzi di focaccia farcita, 1 dolce tipico, 1 caffè, 1 bottiglietta d'acqua. Totale: Euro 5,90. Fossimo stati al centro di Roma, avremmo senza dubbio speso due o tre volte tanto. 

Ristorante Molo 21, sempre a pochi passi dall'Acquario, di fronte ad un meraviglioso parchetto attrezzatissimo con giochi e strutture per bambini.
Locale ordinato, pulito, accogliente, con uno staff cortese ed oltre modo efficiente. Ci fanno subito accomodare  e forniscono i pargoli di fogli e colori. Siamo in 4. 
Prendiamo: 1 acqua, 2 birre medie, 1 tagliere antipasto, 3 trofie al pesto, 1 focaccia pizzata, 1 farinata con cipolla, aggiungiamo 1 birra piccola. Totale: Euro 53,50
Non mangiavamo così bene e non pagavamo così poco forse dall'ultima escursione a Sferracavallo, minuscolo centro nei pressi di Palermo.


La mattina successiva,  mi avventuro insieme alla cucciola con l'intenzione di procurarmi un chilo di focaccia come si deve. Tripadvisor mi direziona verso la Crumbit Focacceria, in via Carlo Rolando. Vi giungo che c'è una fila che staziona persino sul marciapiede, fuori dal negozio. 
Mi viene l'ansia da attesa, sono quasi tentata di defilarmi, ma in men che non si dica la clientela è smaltita e tocca a me.
Vorrei un chilo di focaccia mista, dico alla signora in procinto di servirmi. E nel dirlo, mi sento più terrona che mai, perché quando in Sicilia chiediamo un chilo di focaccia, non so perché, nel tono sfoderiamo quella specie di grezzo desiderio di cose saporite e lussuriose per il palato. A Genova vorrei mitigare questo scintillio terronico, ma non mi riesce. Insisto: Senta, ma quali sono i vostri gusti forti, io la voglio buona... La signora del Crumbit mi sorride complice e, nonostante la folla che va e viene, prende a spiegarmi con dovizia di particolari gli ingredienti della focaccia al pesto e salsiccia, di quella impastata col formaggio di Recco, di quella con la cipolla o le olive dentro e fuori, di tutte le varianti dolci all'arancia, alle noci, all'uvetta. Non solo, notando la piccola che frigna perché lei la focaccia la vuole subito e possibilmente senza intrugli dentro, la cara signora si fionda su un vassoio di focaccia normale appena sfornata e gliene elargisce in regalo un pezzo ancora caldo e fumante.  Attenta belin, le raccomanda, che è ancora calda.

 Ma non erano assai taccagni i liguri? 

Insomma, esco dalla focacceria Crumbit con un vassoio stracolmo di vera focaccia genovese; mi sento felice, coccolata, rispettata come persona e come cliente ed ho speso solo 14 Euro.





Lasciamo Genova per recarci nella vicina La Spezia, ma io una promessa la faccio: 

Torno a trovarti, Genova cara. Per quel poco che ti ho visto, mi sei tanto piaciuta. Torno a trovarti, per conoscerti e scoprirti come meriti...


giovedì 14 febbraio 2019

#tracciometro [14 febbraio 2019]



"Io son sicuro che, per ogni goccia
Per ogni goccia che cadrà, un nuovo fiore nascerà
E su quel fiore una farfalla volerà

Io son sicuro che, 
in questa grande immensità
Qualcuno pensa un poco a me..."
L'Immensità - Don Backy

Messina, Villa Mazzini, quando di pomeriggio fioriscono immensamente le bolle.
Estate 2017
BUON AMORE A TUTTI, BUON AMORE SEMPRE -
SI VA A GENOVA, EMOZIONALMENTE VI LASCERò TRACCE DA Lì...
irene

martedì 12 febbraio 2019

Repubblica Italiana Vs Repubblica Romana

La scorsa domenica sono stata a Canepina, nel viterbese, per un convegno organizzato dall'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini in onore del 170° anniversario della costituzione della Repubblica Romana.

Non che io sia un'assidua frequentatrice di simili associazioni, nutro piuttosto un amore spassionato per la storia e rientro in quella categoria di folli che ritiene non si possa comprendere il presente se non si ha bene a mente cosa è successo in passato.

In un'atmosfera intrisa di nostalgia e fato che solo il Museo delle Tradizioni Popolari poteva conferire all'evento, si sono avvicendati gli interventi di alcune delle figure di spicco dell'associazione stessa, primo fra tutti quello della Professoressa Annita Garibaldi Jallet, pronipote di quel Garibaldi che per forza di cose conosciamo tutti.

Annita, che per mestiere e dinastia possiede un'approfondita conoscenza dei fatti, ha provveduto ad un veloce excursus inerente ciò che accadde in quel famoso 1849, quando Roma passò dalla condizione di stato più arretrato d'Europa a terra fertile e banco di prova per la nascita di nuove idee democratiche.

Per chi non lo sapesse, la Repubblica Romana del 1849 sorse il 9 Febbraio, in seguito ai grandi moti del 1848 che coinvolsero tutta l'Europa,  e fu soppiantata nel luglio dello stesso anno dalla Francia di Napoleone III, le cui truppe sedarono ogni tumulto e ristabilirono il potere del pontefice fuggito via per ovvie ragioni. 
Seppur breve, quella della Repubblica Romana rappresenta un grande passo nella storia civile e unitaria del nostro Paese: per il fine della Repubblica stessa che era l'Unità d'Italiaper le figure eminenti e varie che provenivano da tutta la penisola e che trovarono un punto di incontro e di confronto proprio in quel periodo e a Roma, per i principi rivoluzionari ed assolutamente nuovi che la Repubblica Romana lasciò in eredità con il suo atto costitutivo.

Ed è esattamente quest' ultima tematica che mi ha particolarmente colpito. Tematica ampiamente e sapientemente esplicitata dall'Avvocato Gianfranco Paris, presidente della Federazione Italiana Centrale A.N.V.R.G.

Paris, avvalendosi di slide schematiche ed utili a confrontare quelli che furono gli articoli costitutivi della Repubblica Romana con la nostra attuale Costituzione, ha richiamato l'attenzione su uno spunto riflessivo che ciascuno dovrebbe fare proprio: quello dell'universalità di taluni principi e diritti concepiti addirittura 170 anni fa e che dovrebbero essere inalienabili per una società civile e per ogni uomo, a prescindere dal suo genere e dalla sua provenienza.

Riporto di seguito le argomentazioni più rilevanti.

LA SOVRANITA'


L'art,1 della Costituzione Romana recitava: Il Popolo è costituito in Repubblica, nella fattispecie in forma di Repubblica Democratica.

Dietro questo articolo si cela l'immensa straordinarietà dei passi che erano stati compiuti per giungervi. Per la prima volta nella storia era stato messo in discussione ed era decaduto  il principio di assolutismo detenuto dai sovrani e dallo stato pontificio. Per la prima volta si era formata la Volontà di costruire uno Stato Nuovo e questa era passata per delle Elezioni a Suffragio Universale  che prevedeva il voto da parte di tutti, anche degli analfabeti, fatta solo eccezione per le donne.

Un secolo dopo, nella Costituzione delle Repubblica Italiana, sempre all'art 1, viene sancito che La sovranità appartiene al Popolo e la Repubblica è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro.


EGUAGLIANZA TRA I POPOLI


Sull'uguaglianzi tra i popoli, la Repubblica Romana si esprimeva all'art. 4 affermando che La Repubblica riguarda tutti i popoli come fratelli, rispetta ogni nazionalità.

Oggi, la nostra Costituzione, all'art. 10 afferma: Agli stranieri sono riconosciuti tutti i diritti previsti dalle norme internazionali. E' riconosciuto il diritto d'asilo. Non è ammessa l'estradizione per motivi politici.


DIGNITA' DEI CITTADINI



La Repubblica Romana, agli art. 2 e 3 del suo atto costitutivo, dichiarava che la Regola di Democrazia Eguaglianza-Libertà-Fraternità, non riconosce titoli di nobiltà, né privilegi di nascita o casta. E ancora che La Repubblica promuove il miglioramento delle condizioni morali e materiali dei cittadini.

La nostra Costituzione garantisce oggi all'art.2 che La Repubblica riconosce dignità sociale a tutti i cittadini. Si impegna a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitino di fatto Libertà, Uguaglianza e impediscano la partecipazione alla vita politica, economica e sociale.


RAPPORTI CON LA RELIGIONE



La Repubblica Romana dichiarava all'art.7 che Dalla credenza religiosa non dipende l'esercizio dei diritti civili e politici.

Oggi, è riconosciuto all'art.8 della Costituzione che Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere di fronte alla legge.


DIRITTO ALLO STUDIO



La Repubblica Romana riconosceva libero l'insegnamento, all'art.8.

La nostra Costituzione afferma agli art.30-31 che E' diritto e dovere dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori dal matrimonio. La scuola è aperta a tutti ma i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.


Mi piace concludere richiamando a grandi linee le parole di Paris, il quale, più volte, durante il suo interessante intervento, ha tentato di veicolare l'attenzione su alcuni aspetti fondamentali della nostra attualità.

L'avvocato ha ribadito in più occasioni

Ma vi rendete conto? E' emozionante appurare che più di un secolo e mezzo fa, i nostri avi, provenienti nella gran parte dal mondo contadino, privi della preparazione culturale, intellettuale e persino degli strumenti di cui siamo attrezzati noi oggi, si siano riuniti e siano riusciti a gettare le basi della nostra modernità. E' commovente e a tratti sbalorditivo che si sia lottato, faticato, che si sia morti per riconoscere i diritti che toccano a ciascuno di noi e che erano stati già sanciti in quell'epoca di risorgimento e di coraggio, ispirando le fondamenta degli stati futuri e che, nonostante ciò, alcuni di questi diritti vengano tutt'oggi messi in discussione o non vengano affatto avallati dalle istituzioni e dello stesso stato.

E' commovente e sconcertante, aggiungo io. 

Commuove conoscere da dove veniamo, sconcerta la penosa situazione in cui effettivamente versiamo. 

E ci vuole forza. Forza per gridarlo e sopratutto per crederci ancora in quel Viva la Repubblica, Viva l'Italia!





giovedì 7 febbraio 2019

Ma voi, ve lo siete chiesto?

Io a volte, sì.

Cosa sia Internet. Cos'è sostanzialmente tutto questo mondo in cui anche noi ci incrociamo, discutiamo, ci informiamo, stringiamo amicizie.

Lo ammetto, persino adesso che sto affacciata alla finestra con vista di un blog, conservo alcuni pregiudizi.

Noi, Tutti, abbiamo palmari e cellulari, abbiamo novecentonovantanove canali da guardare alla tv, abbiamo decoder e navigatori, abbiamo email, connessioni ultraveloci, siamo raggiungibili ovunque e ovunque arriviamo in un millesimo di secondo.

Eppure, non siamo capaci di perderci.

L'essenziale, rimane invisibile agli occhi.

L’ho creduto. Lo credo.

C'è più Amore nel gesto di saluto ad un uomo che chiede l’elemosina, che dentro agli aperitivi di parata per salutare amici in-colori. Anche questo ha a che fare con l'Amore. 

L'Amore è percezione.

L'Amore è sacrificio.

L'Amore a volte si nasconde nell'ultima sigaretta ceduta a cuor leggero.

Il Tempo, anche quello è Amore, per se stessi e per le persone a cui ci si dedica.

Non si conosce altro che le cose alle quali si dedica del tempo.

Ed in questo mare che è il web, io navigo distratta e disordinata, senza tappe fisse, senza programmazione, chiedendomi a tratti solo a cosa possa servire.

Adesso lo so.

Internet non è un fine, e forse neppure un mezzo. Spesso, è solo un'Opportunità: di sorprendersi, di scoprirsi, di chiedersi se oltre a tutto il comunemente visibile, si è in grado di mostrare anche l'Anima. 

Allora forse può valere la pena, navigando, di ammarare nei pensieri di Chi l’essenziale riesce ancora a coglierlo, ed ha occhi per guardare e voce per farti vedere, su di un'Isola Preziosa che Isola non è, ma che di Prezioso lascia dentro al cuore il suo sapore.

Come Voi, che con amore leggo e che con altrettanto amore mi leggete.