mercoledì 17 aprile 2019

Tra pochissimo...

Tra pochissimo compirò quarant’anni, questo blog celebrerà l’anno di vita, mia figlia spegnerà la quarta candelina. 

Ho di che festeggiare. 

Quaranta. Anni. 

Quando ne avevo venti ed intercettavo un quarantenne, pensavo fosse già vecchio. In ogni caso, vissuto, segnato, con il viso che incominciava ad assomigliare a uno scatto modificato col filtro vita. 

A quarant’anni, mi dicevo, sei già bello che andato. 

Adesso che sono io a tagliare il traguardo, non mi sento particolarmente diversa. 

Dalla riva, l’acqua all'orizzonte appare di norma di un blu più intenso. Se poi ci nuoti in mezzo ti accorgi che è la stessa acqua in cui il cielo si specchia e le nuvole si bagnano. 

Anche gli occhi sono sempre i miei. Ogni tanto li cerco nel riflesso dello sguardo di chi amo: sono ancora quegli occhi che si stringono in uno scuro indefinito. I miei occhi da ragazza. 

Gli stessi occhi che scrutano i binari in attesa che appaia il treno, in quel ricordo di venti anni fa da cui non sembra essere trascorso neppure un giorno. 

C’eravamo io, la mia valigia troppo piena, il fazzoletto arrotolato nel reggiseno con un migliaio di lire che mi aveva regalato il nonno, e tutti quelle mani e quelle facce che mi salutavano e che non sono più dove li ho ha lasciate ad attendermi, quel giorno, in quella piccola stazione di paese in cui stava per arrivare un Intercity diretto a Roma. 

Quanto pesava quella valigia. Quando ero arrivata mi ero dovuta fermare in mezzo al via vai di Termini, non riuscivo a trascinarla. 

Non avevo fatto una cernita delle cose utili, non ero ordinata. Non lo sono mai diventata. 

Così, conservo in blocco il groviglio di eventi, di volti, di nomi, di conoscenze, di insegnamenti. Ogni tanto sbuca di prepotenza un’immagine, si stende al sole dell’oggi, si fa ammirare come un quadro d’autore. 

La volta che presi un autobus in periferia ed ignoravo bisognasse prenotare la fermata, il pomeriggio che capottai con una sberla assestata la mia coinquilina, quella cattiva, in una delle prime convivenze, quella che mi rubava i soldi e si leggeva di nascosto i miei diari, il viso sereno della suora che mi raccolse in lacrime alla fermata la mattina in cui mi sfrattarono, i lavori improvvisati per mantenermi all'università, i traslochi da un appartamento all'altro, i compagni che sono rimasti soltanto nel cuore o che tuttora mi camminano accanto, i viaggi in lungo e in largo, intrapresi per caso, senza paura, i baci sulla riva del fiume per scoprire l’amore, che era un po’ come quello dei romanzi ma molto più assordante… 

If you wait for me 

Then I'll come for you 

Although I've traveled far 

I always hold a place for you in my heart… 

Mi piacciono questi 40 anni, sono pieni di me, di cose e di persone tenute e cucite nella carne. 

La vita è una bella avventura. Lascia qualche cicatrice, ma è un amante fedele. 

Adesso mi crogiolo tra le carezze tenere di mia figlia. Nuoto insieme a lei, nell'acqua trasparente e luminosa delle sue risa cristalline, dei suoi imminenti 4 anni. E’ una bella bimba: gentile, dolce, generosa, educata. Guarda il mondo con il mio stesso trasporto. Forse mi somiglia, o forse no… 

La speranza appartiene ai figli. Noi adulti abbiamo già sperato, e quasi sempre abbiamo perso.” 

Cazzate. Io non ho mai sperato invano. 

Sarà un Buon Compleanno. Per me. Per la mia Vittoria. Ed anche per questo spazio da cui mi leggete e che ha tagliato il traguardo più difficile: quello della costanza, dell’ordine, del tentativo di essere metodica. E’ stata una sfida con me stessa, una fatica non da poco. Perché io scrivo tanto ma scrivo a fiume, ed in base all'impeto del momento, senza una regola. 

Avevo ulteriori progetti per Dadirri: creare una pagina feisbuc, allargarmi su quelle interazioni immediate, così, per sfizio personale. 

Sarà il nuovo obiettivo del secondo anno. 

Bisogna sempre avere una meta, un sogno da realizzare, una scintilla di desiderio. 

Nel frattempo un Grazie a Voi per ogni giorno trascorso con me nell'ultimo anno. E ancora un Grazie per tutti i giorni nei quali continuerete a starmi vicino, nonostante il mio tempo ridotto non sempre mi consenta di essere presente …. 



sabato 13 aprile 2019

#tracciometro - Da quando sono nata...


Oggi scelgo di augurarvi un buon fine settimana con una traccia da "Gli effetti secondari dei sogni", di Delphine De Vigane.

Il libro racconta della conoscenza tra due ragazzine apparentemente diverse tra loro.Due vite che si sfiorano, due solitudini differenti che arrivano a farsi compagnia.

Mi è molto piaciuto. Per lungo tempo, dopo averlo letto, mi sono portata appresso un sacco di impressioni buone, di buoni propositi sugli effetti secondari dei sogni. Aveva persino fatto capolino la speranza che, tutto sommato, a stare "dall'altra parte della vetrata" ci si potesse augurare di trovarsi in una posizione di privilegio. Chissà...

“Da quando sono nata, mi sono sempre sentita al di fuori, dovunque fossi, fuori dall'immagine, dalla conversazione, sfasata, come se fossi la sola a sentire rumori o parole che gli altri non percepiscono, e sorda alle parole che invece sembrano sentire, come se fossi fuori dalla cornice, dall'altra parte di una vetrata immensa e invisibile.”

E a voi, è capitato di sentirvi come la piccola Lou? 

giovedì 11 aprile 2019

Nuove baby-tendenze: feste e festini dai 0 ai 10 anni.

Ovvero, come crescere una generazione di rincoglioniti.


Quando io ero bambina si attendeva il giorno del proprio compleanno con grande trepidazione. 
Per il compleanno si era quasi certi sarebbe arrivato un (uno!) regalo a lungo desiderato, ci sarebbe stata la torta con i nonni, gli zii ed i cugini, ed i più fortunati avrebbero potuto sperare in una festicciola pomeridiana con i compagni e divertimento improvvisato annesso.

I tempi cambiano. Le mode nascono. I greggi dei moderni genitori le alimentano.

La verità è che non siamo più i genitori di una volta. Nel bene e nel male, non lo siamo più.
Oggi, facendo due calcoli approssimativi in base agli standard, per crescere un paio di figli non bastano due stipendi, ce ne vorrebbero quattro, anche cinque a volerci rientrare comodi.

Ma veniamo al clou del tema: le feste di compleanno.

Oggigiorno, si incomincia ad organizzare la mega super festa di compleanno per il proprio figlio quando ancora questi è in fasce. Il pargolo allatta magari ancora al seno, dorme sedici ore al dì, non riconosce il suo naso dal suo alluce, ma, specie se ha la fortuna di vivere una struttura aggregativa quale può essere un nido, la festa s'addafà: pena l'esclusione sociale (dei genitori, ovvio).

Ci sono varie soluzioni di festa per bambini nel panorama festaiolo odierno (e credetemi, risucchiata dal malefico vortice per il tempo adeguato a rinsavire, ho sperimentato sulla mia stessa pelle).

1- La festa in una sala privata

Fermo restando che per rintracciare e prenotare in tempo una sala disponibile  è consigliabile che vi muoviate almeno tre mesi prima la data di vostro interesse, i costi per una festa di questo tipo sono i seguenti.

Si va dalle 100 alle 300 euro solo per l'affitto della sala, per un tempo medio di utilizzo che si aggira intorno alle 2/3 ore di festa.  
Gli addobbi ed il catering sono di norma a carico del festeggiante,  per una spesa media di circa 150-250 euro (ci si augura, comprensivi di torta).

Tocca poi procurarsi l'animazione, perché mica i babbui... ehm... i bambini possono trascorrere 2/3 ore così, in libertà da gioco, tocca pure intrattenerli in qualche modo. I prezzi delle agenzie di animazione variano dai 100 ai 200 euro circa, dipende se volete che l'animatore rimanga per l'assistenza allo scarto dei regali, per il taglio della torta, per la distribuzione dei gadget  agli invitati in ricordo dell'evento e/o se vi siano preferenze per servizi extra. Ad esempio: numeri di magia, travestimento personaggio del momento, confezionamento palloncini artistici, creazione zucchero filato in loco (in questi ultimi casi, il prezzo può anche lievitare andando a maggiorarsi di ben 50/100 euro sul totale).

Sommando il tutto, il costo di una festa in una sala affittata autonomamente con gadget-bomboniera inclusa è approssimativamente di circa 500/600 euro - ad essere fortunati.

2- La festa in un parco attrezzato con gonfiabili

Avete presente i capannoni allestiti a mo' di gabbia dove i ragazzini si scatenano rovinando come se non ci fosse un domani su strutture gonfiate ad aria? Ecco, quelli sono i moderni parchi dove, al modico prezzo di più o meno 5 euro all'ora in base alla zona d'Italia di riferimento, i nostri figli si allenano a frequentare ambienti con lo stesso spirito con cui frequenteranno i centri commerciali in futuro: ossia, stando in mezzo a centinaia di anime ma come se fossero  in realtà soli e abbandonati al mondo.

Il costo di una festa presso un parco con i gonfiabili varia dai 200 ai 350 euro suppergiù. Il catering  - di raggelante dubbia provenienza - può essere incluso nel pacchetto, o, a scelta, può essere a carico del festeggiante. Si risparmia in questo caso la cifra per gli addobbi e l'animazione, ma si può incorrere in spese triple e grattacapi non da poco se vostro figlio finisce con una braccio rotto o la testa fracassata, evento per nulla raro in luoghi come questi.

Se capitate in una festa del genere e non conoscete di vostro il bambino che festeggia, ricordate, inoltre, di non perdere tempo nel tentativo di individuarlo. Potrete provare a seguire le indicazioni che ve lo segnalano in mezzo alla bolgia di gambe, teste e magliette, ma in linea di massima lo sforzo sarà inutile. Anche perché, clausola irreversibile della struttura-gonfiabili, è che il parco non può rimanere chiuso al pubblico durante lo svolgimento della festa. Il tempo è denaro, ed ogni bambino lasciato son cinque euro persi all'ora.

3- La festa al McDonalds

La festa al Mc è una delle cose peggiori che vi possa capitare dopo la festa ai gonfiabili. Si va da un'ora e mezza a due ore e mezza di festa tra gli stretti tavolini di uno dei ristoranti della conosciutissima catena, con una mc-signorina o un mc-giovanotto che tentano di sedare le belve assetate di coca-cola e voglia di distruggere il locale, mentre i genitori vegetano ad un tavolo ipnotizzati da alette fritte, patatine ed altre leccornie appositamente previste per gli adulti  nel pacchetto  festa .

I costi non li conosco nel dettaglio, so che si parte da circa 8 euro a bambino e che è prevista una quota fissa in aggiunta. In compenso, pare che il Mc offra un sacco di temi e di alternative: festa base, festa premium tempo, festa premium torta, festa premium gold. All'ultima festa a cui sono stata dove si festeggiava il compleanno di un'amichetta di mio figlio, hanno anche offerto il ghiaccio; per l'andata al pronto soccorso onde far controllare il buco da spigolo che una temeraria infante, presa da un raptus di incontenibile gioia, s'era procurata cascando da un sedile, ci siamo invece offerti noi genitori, discretamente allarmati.

Queste le principali tre alternative.

Ultimamente, tuttavia, ha preso piede una nuova tendenza. Siccome la crisi c'è ed è tangibile, ma alla super mega festa non si può rinunciare, UDITE UDITE, hanno tirato fuori dal cilindro le Feste mattutine.

Ebbene, sì. Siccome la mattina era un momento di buco per tutte le attività commerciali di cui vi ho parlato, perché non incentivare le famiglie a festeggiare i propri adorabili figlioletti nell'arco di tempo antimeridiano offrendo in cambio una sorta di scontistica che varia dal 10% al 20% sui costi sopra elencati?

Detto, fatto.

Così, adesso ci piovono inviti per feste di sabato o di domenica dalle 10 di mattina in poi. In pratica, gli unici giorni in cui ci si potrebbe alzare con calma, fare colazione in santa pace, uscire per perdersi in una passeggiata all'aperto, preparare il pranzo in grazia di dio, tocca invece scapicollarsi da una festa di compleanno all'altra.

Per chi intende andarci, certo. Io a casa son stata chiara: bambini, voi ancora non potete capirlo, ma un giorno ringrazierete la mamma che ha deciso di staccarsi dal gregge. Che poi, se continuavamo di sto passo, per la festa dei 18 anni toccava chiamare Kate e mettersi in lista per il salone di Buckingham Palace

lunedì 8 aprile 2019

L'Autore del blog accanto - MASSIMILIANO RICCARDI

Massimiliano Riccardi lo conosciamo tutti. Se c’è qualcuno che ancora non sa a quale Massimiliano mi riferisca, via!, dietro la lavagna, in ginocchio sui ceci, e non si rialzi fin quando non avrà finito di leggere l'intero post.

Massimiliano Riccardi è l’autore dell’Infinitesimale omonimo blog; è, dunque, un blogger, uno di quelli alla mano, un compagnone, un amico; uno che non se la tira, per dirla in maniera colloquiale. Se hai la fortuna di conoscerlo un pizzico, Massimiliano è una di quelle persone con cui andresti volentieri a lanciare sassi sul mare mentre parli delle cose tue e ridi delle cose del mondo.

E' anche un autore di romanzi, Massimiliano. Uno che ha preso la scrittura e ne ha fatto lo strumento per raccontare quei sentimenti forti e incisivi che fanno fiorire storie che lasciano il segno proprio perché covate nell'anima.

Dal 2015 ad oggi, Massimiliano Riccardi ci ha regalato ben tre titoli: Joshua, Tutto è tenebra,  e, per ultimo, fresco di stampa, L'eredità delle ombre.

Ho chiesto a Massimiliano se avesse voglia di prestarsi ad una piccola e spensierata intervista per la mia altrettanto scanzonata rubrica sugli autori conosciuti attraverso i blog di appartenenza.

Ovviamente, ha acconsentito. Gli avrei dato il tormento - eheheheheh. L'intervista che segue è stata realizzata tramite uno scambio di email e ridefinita al telefono. Che dire, io Massimiliano non ho mai avuto la fortuna di incontrarlo di persona, ma a voce è UN DIO... 
"La mia è solo una voce da fumatore", ha sminuito lui. Ma io, gente, voterei per fargli registrare gli audiolibri o i podcast. 

Intervista a Massimiliano Riccardi
Massimiliano Riccardi

Ciao Massimiliano!... Come ci muoviamo per far partire un’intervista a distanza?
(sto sogghignando) 
Va bene, iniziamo soft... Cosa facevi poco prima che ti arrivasse la mia email con le domande che ho confezionato per te? 

Ah, ecco. In effetti stavo rimuginando sull’eventualità che qualche blogger un po’ matta decidesse di intervistare un brutto ceffo come me. No, scherzi a parte, ero al lavoro, quando ho aperto la mail mi sono emozionato.


Tu curi il blog Infinitesimale, molti blogger ti conoscono attraverso questo tuo spazio. Nell’ultimo periodo sei mancato parecchio. Cos’è successo? 

Casini di salute, lascia perdere, non voglio intristire nessuno


Tutti e tre i tuoi romanzi, Joshua, Tutto è trenebra e L’eredità delle ombre, sono usciti a distanza di due anni l’uno dall’altro. Cosa è cambiato in Massimiliano nel frattempo? 

Incomincio a rilassarmi proprio grazie alla stesura dei romanzi. In ognuno di essi c’è molto di me. Autoanalisi, tutto gratis (son genovese - ride ). 


Qual è il filo conduttore, il comune denominatore, che unisce le tre storie? 

I padri. L’amore, l’odio, la rabbia. La speranza. 
Tutti e tre i romanzi nascono dalla voglia di tirar fuori cose che avevo nel cuore da tanto tempo, cose già viste, vissute e rielaborate dal punto di vista narrativo. E' ovvio che intorno all'ispirazione si costruisce mano a mano il romanzo vero e proprio.


I propri romanzi sono per uno scrittore come dei figli. Un romanzo si partorisce con fatica, sacrificio ed in mezzo ad una miriade di emozioni. Poniamo che un serial killer armato ti abbia rapito, ti abbia condotto sul ciglio dell’autostrada, ti abbia messo in mano i tre tuoi romanzi e ti dica: - Bruciane uno, nessuno potrà leggerlo mai più, o ti sparo e ti butto tra le macchine...
Tu che fai?

Gli toglierei la pistola e lo farei fuori - (sghignazza). No, vabbè, diciamo che brucerei quest’ultimo, ho detto troppo. Non dico che si tratta di una autobiografia, però…


Da dove attinge Massimiliano per il giallo, il noir e l’alta tensione?

I gialli non li amo molto, anche se alcuni definiscono gialli i miei romanzi. Le trame le prendo dalla vita, dalle esperienze e dalle persone che ho conosciuto in carcere, in pronto soccorso, durante le mie varie attività lavorative, insomma. Se alludevi alle fonti letterarie specifiche del genere noir-thriller-alta tensione ecc. amo Ellroy, Lansdale, Loriano Macchiavelli, Mickey Spillane, McBain, Chandler, Edward Bunker, ecc, ecc ecc.


Che consiglio ti senti di dare ad uno scrittore in erba che vuole tentare la via della pubblicazione?

Di consigli non ce ne sono tanti. Di certo, scrivere con passione e poi mandare, mandare e mandare manoscritti, preparandosi ad una paziente attesa, così come ho fatto io. Si può anche seguire la via dell'auto-pubblicazione, ma per certi versi è una strada ancora più difficile...


L’ultimo libro che hai letto e che ti è tanto piaciuto.

L’ultimo che ho letto non mi è piaciuto molto, l’ho terminato l’altro ieri. Recentemente ho riletto "Il partigiano Johnny" con grande gusto.


L’ultimo libro che hai letto e che hai pensato facesse cag… ehm… acqua da ogni pagina. 

Un romanzo premiato. Non lo cito per non attirare le ingiurie degli intellettuali da diporto 


Secondo te, che oramai sei uno scrittore provetto, per chi vuole tentare la via della pubblicazione, scrivere un blog è più una distrazione o può anche rappresentare un buon allenamento scritturiale?

Intanto non sono uno scrittore provetto, punto più che altro sulle storie, la mia scrittura ha ben poco di ricercato e di elegante. Devo dire che il blog mi ha permesso di sperimentare, chi leggerà l’ultimo romanzo e conosce il mio blog capirà cosa intendo.


Cita tre blog che ti piacciono tantissimo, tranne il mio che sennò poi dicono tu sia di parte - eheheheh.

Ma belin, sorry, volevo dire “perbacco”, non voglio scontentare nessuno. Sono tanti i blog che amo. Bel… perbacco, è però giusto rispondere: i tre blog del cuore, quelli che amo perché adoro le proprietarie sono quelli di Patricia Moll, Marina Guarneri, Mariella, Nadia Banaudi. Però qui sono influenzato dalle lunghe frequentazioni e chiacchierate private, ci sono altri blog che mi piacciono tantissimo con blogger che stimo.


Carbonara o amatriciana?

Carbonara. 


Tiramisù o torta mimosa? 

TIRAMISÙ! 


Prosecco o vinello rosso? 

Io sono un mezzo montanaro - (ridacchia, simpatico) - ... direi vinello rosso, il prosecco lo lasciamo alle signore.


Il motto di una vita.

Alma invicta e Usque ad finem (in un’altra vita me li sono tatuati).


Hai un altro romanzo in cantiere o pensi ci sarà a breve, tipo tra due anni?

Sì, un romanzo ad ambientazione storica. Tutto fermo perché l’editor non si è fatto più sentire, avevamo concordato di sentirci a febbraio quando si sarebbe sentita pronta, visti i casini economici attuali colgo la palla al balzo per temporeggiare. 


Convinci i lettori a leggere L’eredità delle ombre.

Leggetelo! So dove abitate e dove parcheggiate la macchina - (ride in maniera contagiosa).


Senti, ma tornerai a postare qualcosa con più frequenza? Possiamo sperare in un ritorno bloggatico del Gigante Buono?

Sì, è il proposito di questo 2019.


A proposito di propositi, perché ti chiamano il Gigante Buono?

Sono alto un metro e novantacinque, oggi un po’ imbolsito ma prima molto atletico e massiccio. Buono? Naaa - (si sganascia dalle risate).


Dai, lascia un saluto, come alla radio o in televisione. Io nel frattempo ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e ti abbraccio forte forte forte fortissimamente. 

Mh, vediamo un po’. 
Grazie di esistere. No, meglio di no. 
Vi lovvo tutti. Nemmeno. 
Che Dio vi benedica. Neanche, troppo pretenzioso. 
A parte gli scherzi, grazie a tutti coloro che hanno voluto dedicarmi del tempo per leggere le mie amenità, e grazie a te, cara la mia dissacrante Irene. Grazie per questo regalo meraviglioso. Ovviamente ricambio l’abbraccio. Non troppo forte però, alla fine sempre gigante sugnu...


 Adesso siete a conoscenza di cosa preparare a Massimiliano se decidete di invitarlo a pranzo. Nel frattempo che vi esercitate affaccendandovi intorno alla carbonara, al tiramisù e ad un buon rosso d'annata, vi lascio indicazioni su come reperire i suoi romanzi rimandandovi alla pagina del suo blog.

Io sono ancora ferma al primo, a Joshua, che avevo recensito nell'estate del 2016. La mia recensione la trovate qui

Confido di riuscire a recuperare al più presto con i rimanenti due titoli. Nel mentre, auguro di cuore a Massimiliano un sincero e meritato IN BOCCA AL LUPO! 

"Sono soltanto uno che racconta storie", ha scritto lui. 

Ma sappiate che sono storie che sanno emozionare.



venerdì 5 aprile 2019

Diventate terrapiattisti e non pagherete il biglietto

#cosestupidemanontroppo(dal web)

E' di qualche settimana fa la notizia che ha fatto il giro del web e che riguarda la vicenda di 4 terrapiattisti, i quali, sull'intercity partito da Milano e diretto a Ventimiglia, si sono rifiutati di pagare il biglietto perché ambasciatori fuori da qualsiasi giurisdizione planetaria.

Ovviamente, mi sono messa a ridere. E' una bufala, ho pensato

E invece, no. I terrapiattisti, ovvero coloro che credono che la terra sia piatta, che Galileo era uno scimunito, che l'Apollo 11 sia stato un film di fantascienza e che la Nasa è un covo di complottatori,  esistono veramente, così come esiste un'associazione di sostenitori a livello mondiale alla quale ci si può iscrivere.

Così, i 4 terrapiattisti dell'intercity, tutti per altro provenienti da varie zone d'Italia e in una fascia d'età compresa tra i 26 ed i 43 anni, non solo si sono rifiutati di pagare il biglietto e di dichiarare le loro generalità definendosi stati di se stessi, ma hanno addirittura ritenuto l'atto di richiesta dei controllori e successivamente delle forze di polizia come un attacco a uno stato libero perseguibile dalla corte mondiale.  

Nonostante sull'intera vicenda ci sia da sganasciarsi dalle risate, fa riflettere la mole di dementi che prolifera senza possibilità di estirpazione.

Tuttavia, se volete provare il brivido di sondare con mano le teorie della The Flat Earth Society, è stato annunciato un convegno mondiale a Palermo per il prossimo 12 Maggio.  Tutto sommato, considerate le modalità di spostamento di questi personaggi, magari ci scappa pure il viaggio a costo zero.

La terra secondo i terrapiattisti








mercoledì 3 aprile 2019

Chi è nato ad Aprile?


Rinnovo anche questo mese l'appuntamento con le date di nascita di scrittori, poeti e qualsiasi altro personaggio che abbia dato un contributo alla letteratura o che ha dimostrato un particolare sentire poetico.

Ecco chi è nato questo mese, con l'aggiunta di qualche chicca sugli illustri nomi che festeggiano la propria nascita ad Aprile.

1 Aprile

Nasce nel 1929 a Brno, Milan Kundera, scrittore poeta e drammaturgo ceco, noto per essere l'autore de L'insostenibile leggerezza dell'essere.

Curiosità
Prima di dedicarsi alla letteratura ed alla cinematografia, Kundera lavorò, negli anni della sua formazione, come manovale

L'Insostenibile leggerezza dell'essere fu scritta in ceco nel 1982, ma fino al 2006 fu possibile leggerla solo in traduzione in quanto la Cecoslovacchia non si era limitata a proibire i suoi libri ma nel 1979 lo aveva addirittura privato della cittadinanza rendendolo apolide fino al 1981, anno in cui gli venne concessa la cittadinanza francese. 


2 Aprile

Nasce nel 1805 a Odonse, Hans Christian Andersen, scrittore e poeta danese noto per essere il creatore delle fiabe più conosciute al mondo: La sirenetta, Il brutto anatroccolo, La piccola fiammiferaia ed altre.

Curiosità
La madre di Andersen era più anziana del padre di ben 15 anni.

Anderson ha visitato il mondo in lungo e in largo e pare non andasse in giro se non attrezzato di cilindro, mantello, due borse  grosse ed una piccola dentro la quale custodiva una lunga corda per qualsiasi genere di fuga.

Ogni 2 aprile viene distribuita nel suo paese natale, dal Birrificio Albani, una birra speciale che porta come etichetta un ritaglio tipo origami prodotto dallo scrittore nel periodo in cui aiutava il padre nel suo mestiere di calzolaio.


3 Aprile

Nasce nel 1660 a Londra, Daniel Defoe, autore di Robins Crusoe.

Curiosità
Defoe sforna il suo migliore romanzo a ben 60 anni suonati, precisamente nel 1718, dopo essersi occupato per una vita di commercio e successivamente di affari politici. Per la serie, non è mai troppo tardi, bisogna solo crederci.


4 Aprile

Nasce nel 1914 a Gia Dinh, Marguerite Duras, scrittrice e regista francese, autrice del noto romanzo L'amante.

Nasce nel 1951 a Roma, Francesco de Gregori, cantautore italiano.

Nasce nel 1954 a Roma, Fiorella Mannoia, cantante italiana.

Curiosità
La Duras perde nello stesso anno, il 1942, il suo primo figlio nato morto e suo fratello minore. Il dolore la tempra, sarà negli anni successivi una delle donne più attive nella resistenza francese contro i nazisti.

Tra la Mannoia e De Gregori non esiste solo una coincidenza di natali ma i due sono legati anche da una profonda amicizia e da svariate collaborazioni. Da Cuore di cane, a Tutti cercano qualcosa,  a Sempre e per sempre, presentato a Sanremo nel 2017, Francesco ha spesso regalato dei pezzi superbi all'amica dalla chioma leonina e le emozioni che ci hanno donatio entrambi in duetti memorabili non hanno mai smesso di farci battere il cuore.



8 Aprile

Nasce nel 1908 a Denver, John Fante, scrittore statunitense.

Curiosità
John nasce da padre abruzzese, Nicola Fante, immigrato negli Stati Uniti e da madre con origini lucane. La sua "italianità" viene spesso rimarcata nei suoi testi, non è un caso infatti che egli abbia dato vita nei suoi scritti al suo alter ego, Arturo Bandini. Fante è uno scrittore in grado di dissezionare punto punto l'animo umano, le sue incongruenze, le contraddizioni. Questo, più che essere un pregio, si pone all'inizio della sua carriera come un grande difetto, tanto da impedirgli la pubblicazione dei suoi primi due romanzi duramente rifiutati dalle case editrici.


9 Aprile

Nasce nel 1821 a Parigi, Charles Baudelaire, uno dei poeti maledetti.

Curiosità
Baudelaire nasce dal matrimonio tra la giovanissima madre ventisettenne ed il padre oramai già sessantaduenne, quando si dice: l'amore non ha età.

Nonostante la sua vita notoriamente dissoluta e votata allo sperpero, alla distruzione ed alle droghe, il poeta ebbe un unico vero amore che rappresentò la sua musa per più di venti anni: Jeanne Duval, attrice e ballerina. Fu lei che amò sopra tutte in un tormentoso andirivieni di sentimenti e dedicandole molto della sua produzione artistica. 


10 Aprile

Nasce nel 1847 a Makò, Joseph Pulitzer, giornalista ed editore ungherese noto per aver dato il via ad una nuova concezione di giornalismo fondata su verità  e democrazia contro la corruzione dei governi ed i monopoli dei consorzi. 

Curiosità
A lui è dedicato il prestigioso riconoscimento denominato "Premio Pulitzer" che dal 1917 viene conferito dalla "Columbia University" di New York a giornalisti e scrittori americani.


13 Aprile

Nasce nel 1906 a Foxrock, Samuel Bechett, scrittore e drammaturgo irlandese, nonché premio Nobel per la letteratura nel 1969.

Curiosità
Bechett trascorre molti anni della sua giovinezza in perfetta solitudine, rintanato in casa, smaccando tutto il mondo che lo circonda. Oggi si direbbe fosse affetto da grave depressione, all'epoca lo si lascia fare della sua vita ciò che vuole e dedicarsi completamente allo studio di grandi come Dante e Proust.


15 Aprile

Nasce nel 1843 a New York, Henry James, scrittore statunitense naturalizzato inglese.

Curiosità
James è noto anche per essere stato un "viaggiatore incontentabile" pronto all'analisi ed alla critica di ogni aspetto artistico o urbano delle cittadine che visitava. Venne anche in Italia. Nel bene e nel male, le impressioni del suo tour italiano sono state di recente pubblicate dalla Bompiani nel volume In Viaggio.


17 Aprile

Nasce nel 1957 a Redhil, Nick Hornby, scrittore inglese.

Curiosità
Nick parte col fare l'insegnante, ad un certo punto decide di mettere su carta le due passioni della sua vita: il calcio, che riversa nel romanzo Febbre a '90, e la musica, che gli consente di creare il suo best-seller Alta Fedeltà.

Nel 2012 scrive tutti i testi dell'album Lovely Avenue di Ben Folds, dimostrando che le passioni sono sempre il vero motore di un talento.


21 Aprile

Nasce nel 1816 a Thornton, Charlotte Brontë, scrittrice inglese, sorella maggiore di Emily.

Curiosità
Pare che Charlotte non fosse dotata di grande bellezza e slancio fisico, era bassina, aveva un viso irregolare, la bocca mal disegnata, capelli folti e arruffati da contadina. A salvarla erano solo gli occhi scuri e penetranti. Questo suo aspetto e l'essere cresciuta in mezzo alla brughiera condizioneranno per sempre la sua vita costringendola ad una condizione di disagio ogni qual volta si presenterà l'occasione di conoscere gente nuova, fosse anche nei circoli letterari.


22 Aprile

Nasce nel 1909 a Fucecchio, Indro Montanelli, giornalista italiano.

Curiosità
Un anno prima della sua morte, Montanelli rivela al suo amico giornalista Staglieno che ha un figlio segreto. Il bambino sarebbe frutto di una notte d'amore risalente al 1935 con una nobile inglese. La notizia è stata ufficialmente pubblicata in un libro di Staglieno dopo la scomparsa del Maestro.
  

Qui termina la mia personale carrellata di scrittori, poeti & co. nati nel mese di Aprile. Se siete nati in questo mese, se il vostro compleanno coincide con uno dei nomi illustri citati, se avete un'altra data e un'altra conoscenza da aggiungere... lasciate un cenno. Sarò lieta di aggiornare il post e magari di farvi gli auguri in tempo.
p.s.Ah, ad Aprile ricorre anche il mio compleanno e quello di mia figlia Vittoria...

venerdì 29 marzo 2019

#tracciometro-Ho tirato giù ancora un pò di caffè...



Oggi vi lascio con una traccia estrapolata da "Piu forte di me", di Rossana Campo.

La Campo è una scrittrice che amo. Non piace a tutti. Non è semplice assimilare la sua maniera di fare scrittura.

Perché lei, come diversi altri scrittori italiani, rientra in quel filone identificato durante la metà degli anni '90 e contraddistinto dall'etichetta di "Cannibali", invenzione dei media per indicare tutti quegli scrittori che sono seguiti alla pubblicazione dell'antologia curata da Brolli ed intitolata "Gioventù Cannibale".

Rossana Campo, Niccolò Ammaniti, Tiziano Scarpa, Alda Teodorani, Isabella Croce ed altri, sono stati scrittori che hanno dato vita ad una nuova forma di scrittura crudamente realistica, improntata sulla completa scarnificazione del periodo e della punteggiatura. 

Il realismo di questo nuovo filone, sfociato quasi in contemporanea nel genere Pulp, si caratterizza anche per la completa scoperchiatura dell'universo psichico dei personaggi: non ci sono filtri nella mente dei protagonisti, chi legge si trova immerso nel racconto vivo del pensiero umano.

Rossana, in particolare, non fa sconti sul linguaggio, la dice come va detta, tanto da essere stata spesso additata dalla critica come volgare. Ma i suoi personaggi sono soggetti disastrati, donne e uomini sull'orlo del precipizio, gente comune ma neanche troppo che tenta di risollevarsi dalla merda in cui è sprofondata: come dovrebbero parlare persone così?

Il passo che ripropongo non è particolarmente sboccato, ma è ugualmente forte. La voce narrante è quella della protagonista: una donna che è stata abbandonata, e che, duramente ferita, tenta di ridare un senso ad una vita intera.

"... ho tirato giù ancora un pò di caffè e mi sono messa a scrivere. Ho scritto: Libri e libri, parole e parole, ah quanto le disprezzo tutte quelle palle inventate che riempiono la maggior parte dei libri che stanno ammucchiati sui banconi delle librerie. Libri e libri su tutti gli scaffali e i tavoli puliti e spolverati, tutti lì in fila come soldatini a cercare di farsi leggere le loro cazzate che non fanno troppo male a nessuno, né a chi le scrive né a chi le legge, tutta quella roba che non c'entra niente con la mia vita.
[...] Tutto quello che c'è nella mia vita, che taglia, che fa male e fa a pezzi non ce lo trovo lì, in quei libri, non c'è posto per tutto quello che ci ho qui dentro. Ma anch'io faccio parte di questa gente, anch'io lavoro per ridurre un pò la mia pazzia, e mi metto qui sul tavolo della cucina coperto di briciole, sullo stesso tavolo dove taglio le cipolle, le carote e gli zucchini e cerco di darle una forma che faccia meno male, alla mia pazzia.
Mi sono fermata ancora, mi sono accesa una sigaretta e ho continuato: E ci lavoro su per smussare l'urlo che ho dentro, e la rabbia e la delusione che stanno attaccati alle mie viscere come dei polipi e non mi lasciano mai. Io che mi sento tutto il cuore e i polmoni e le mani, che me li sento tutti pieni di questa rabbia e di questo furore , io ce la metto tutta per dare a questa roba la forma un pò ridicola di una poesia, o di un racconto, o anche di qualche cosa senza forma. Parole e parole, questo è quello che utilizzo per dare alla mia rabbia una forma accettabile e non troppo ingombrante".

Che ne pensate? 

E Voi, in che modo date forma alle vostre rabbie, ai vostri furori?

Buon fine settimana, di cuore, a ciascuno... <3