lunedì 15 ottobre 2018

Le Iene parlano dei FAKE: quando a perseguitare sui social sono dei profili finti

Nella puntata di ieri sera de Le Iene è stato mandato in onda un sevizio che trattava la problematica dei fake sui social. Argomento sfortunatamente molto attuale e che ho seguito con attenzione.

Ma andiamo per ordine. 

Che cos'è un Fake? 

Da definizione ufficialmente rintracciabile: 

Un Fake è un utente di un newsgroup, di un forum o di una chat, che falsifica la propria identità mentendo sulla propria condizione (persino di genere), sulle proprie competenze professionali, sulle proprie idee politiche o religiose, oppure assumendo il nickname di un altro utente allo scopo di danneggiarne la reputazione o di ottenere qualche vantaggio.

Detta in poche parole, un Fake è un profilo finto, che potrebbe tutto sommato anche essere accettabile se dietro non si nascondesse, come spesso avviene, una personalità malata o con forte lacune che quasi sempre finisce per nuocere in maniera anche pesante a chi ha la sventura di finirci nel mirino.

Perché il web ha tanti vantaggi, ma ricordiamoci che uno dei grossi punti deboli consiste nell'esporre la propria persona alla mercé di un pubblico vestissimo; e se nella vita reale possiamo almeno avere la  certezza di chi fisicamente ci troviamo davanti - un uomo o una donna, un anziano o un adolescente, un semplice farneticatore o un evidente psicolabile -, in rete questo risulta a priori escluso.

Ritengo per tanto che il servizio reso pubblico da uno dei programmi più accreditati in Tv sia assolutamente utile a tutti noi che navighiamo in queste acque così ricche di stimoli ma non sempre sicure.

Lascio, dunque, la parola direttamente a Le Iene, confidando che ciascuno dedichi dieci minuti del proprio tempo alla visione del video che è veramente sconcertante ma che ogni blogger ed ogni utente di qualsiasi social sia in voga oggi giorno dovrebbe necessariamente conoscere.

"
La storia è quella di Georgia, ballerina in tv, e del suo fidanzato, perseguitati su Internet da un uomo, Alessandro innamorato. Che non è quello che sembra, come tutto in questa storia

Georgia, una ballerina professionista che lavora in tv, si accorge di un nuovo fan sul web, Alessandro Innamorato, all’inizio gentile, poi troppo pressante e un po’ volgare. Lei lo blocca, ma spunta sempre da nuovi account.

Quando nella sua vita compare il fidanzato Antonio, Alessandro inizia a prendere di mira anche lui, con una valanga di insulti. Si scaglia contro la coppia, con minacce anche con dettagli che solo un conoscente poteva sapere.

L’incubo va avanti due anni, intanto la coppia presenta denuncia. Finalmente la polizia li chiama: hanno trovato Alessandro Innamorato, che in realtà è una ragazza, Veronica, che non conoscono e che abita a 600 km di distanza.

Veronica Ruggeri la incontra: ha più di 30 anni ma sembra un’adolescente. E l’incontro è davvero frastornante. La ragazza è convinta che Georgia sia davvero innamorata del suo alter ego, Alessandro Innamorato."


TROVATE IL VIDEO DI TUTTO IL SERVIZIO 
AL SEGUENTE LINK:


Chiediamoci sempre chi si cela dietro la tastiera. Anche nel virtuale vale la stessa santa regola: Attenti agli sconosciuti... sopratutto a chi da segni di esserlo un pò troppo.

venerdì 12 ottobre 2018

Verseggiando... con Patricia


Oltre al popolarissimo Insieme Raccontiamo, esiste un altro appuntamento ideato dalla mia amica Patricia del blog Myrtilla's house; un appuntamento a cui più volte ho desiderato partecipare ma che poi, per un motivo o per un altro, ho sempre bucato.

Si tratta di Verseggiando, un gioco improntato sulla creazione di versi ricorrendo obbligatoriamente a 5 parole che Patricia stessa, o un partecipante dell'edizione precedente, suggerisce di volta volta - Patty, se ho toppato nella spiegazione della cosa, intervieni. 

OR DUNQUE, ECCOMI.

Eccitatissima, che a me questi sorta di laboratori creativi a più mani dove la parola fa da regina mi piacciono assai assai.

Pare io capiti a cavallo dell'edizione n.10.

Le parole suggerite da Patricia sono:

NEPOTISMO
DIVERGERE
DUBBIO
AMBRA
ARGOMENTO

Ed ecco i miei versi

Un grosso grosso DUBBIO le viene all’improvviso:

- AMBRA, Ambretta mia! urla mestando il riso.

- Ah ma', nu’rompe proprio, me sto a passà l’unguento

- E molla un poco, vieni, me preme un ARGOMENTO.

I figli lo si sa, stan sempre lì a DIVERGERE,

La madre afferra il mestolo e in alto lo fa ergere.

La figlia accorre presto, si guarda un pò la mamma,

Poi tutto insieme dice con molta molta calma:

 - Mammà la devi smettere con questo NEPOTISMO
Coi miei fratelli scherzi e a me mi fai il bullismo.

La madre allarga gli occhi, si siede quatta quatta,

La mano stretta al mestolo, la faccia di una matta.

- Ma mica sarai ‘ncinta che parli de nipoti...
Te giuro Ambretta mia, te faccio prènne i voti.

Immagine da Internet

martedì 9 ottobre 2018

Il Buon Vivere di Epicuro-#1 L'Amicizia

Lo scorso fine settimana mi è capitato tra le mani un opuscolo di Epicuro che avevo dato per perso:

l'Elogio del buon vivere.

Epicuro, almeno di nome, lo conosciamo tutti. E' inutile addentrarsi in un ammorbante e dettagliato riepilogo del pensiero, della biografia e di tutte le incombenze filosofiche che lo hanno riguardato; all'epoca sua, si sa, di tempo per riflettere, fare e disfare ce n'era a bizzeffe, qui, gravati dal corri corri quotidiano, non possiamo permetterci di fare sera.

Mi preme dire che a me Epicuro è sempre stato simpatico, nonostante le condanne che la folla in genere e molti rinomati studiosi hanno spesso mosso contro di lui nel corso dei secoli.

Epicuro è stato un materialista, uno di quelli buoni, uno che diceva che la realtà non ha alcun bisogno di un intervento soprannaturale per esistere, che Dio non è da temere, che la morte non comporta rischio, che il bene giunge con facilità e che il dolore si sopporta grazie al coraggio. 

Hai voglia a quanto materiale per i "credenti" di sovente pronti al massacro. 

Epi riconosceva inoltre alla filosofia una mera funzione di farmaco per il marasma doloroso della vita, non di certo un carattere fondante per la vita stessa; ovvio che abbia fatto incavolare  un discreto numero di colleghi e pensatori che si sono succeduti negli anni.

Ritornando all'opuscolo, mi è piaciuto immergermi nuovamente nei meandri della collezione di sentenze su cui anche in passato mi sono ritrovata a rimuginare. Epicuro, come moltissimi filosofi d'altronde, si presta sapientemente ad una proficua analisi e critica della realtà.

Perché non condividere? ho pensato. 

Appunto, condividiamo.

Inizio dalla n.13:

"FRA TUTTI I BENI CHE LA SAGGEZZA PROCURA PER RENDERE LA VITA FELICE, IL MAGGIORE E' L'AMICIZIA"

E se l'ha scritto persino Epicuro, vuol dire che da sempre l'Amicizia è ritenuta un bene prezioso, un valore da cui attingere e su cui fare affidamento, addirittura l'elemento più ambito per mezzo della saggezza in grado di garantire una vita felice.

Ma quanto è difficoltosa la ricerca ed il mantenimento di una vera ed autentica Amicizia?

Certo, già che ai tempi d'Epicuro non ci fosse facebook, whattsapp e i social in genere la cosa era un tantino più semplificata. Tuttavia, anche allora l'animo umano si sarà pur sempre appigliato agli stessi canoni.

Perché, diciamocelo, noi uomini (e donne) siamo volubili, troviamo affinità lì dove poco tempo dopo osserviamo un campo sterile di sentimenti, ci fidiamo e ci affidiamo ma tocca pur sempre andarci con le pinze, che poi l'amico, quello che credevamo unico e speciale e affidabile, un bel giorno si alza e ti recrimina non si sa quale mancanza o leggerezza, o noi stessi, sì, noi stessi, coviamo e coviamo chissà quale bega mentale, magari inesistente e poi, puff, stiamo li a spiattellarla davanti ad uno sguardo costernato o (orrore!) per sms, e l'amicizia se ne va a puttane.

Sarà mica una sorta di epidemia di superficialità? O comunque la mancanza di un'assoluta e serena apertura che consenta la totale conoscenza e la dovuta accettazione reciproca così come in amicizia dovrebbe accadere?

Sì, ma poi si torna al punto di partenza: il tatto, la paura di perdere l'altro esponendo dubbi e perplessità per intero... Insomma, come si fa a coltivare bene e a far durare un'Amicizia specie nell'epoca di internet?

Io tre amicizie ferme e sacrosante le possiedo e le ritengo una grossa grossissima ricchezza. Ogni tanto mi accerto che nessuna delle tre sia in procinto di perdere il lume  della ragione. Che ne so, chiedo: oh, amì non è che mi impazzite, diventate scimunite e ci dividiamo? Ditemelo se un giorno vi sto sulle palle, l'importante è che il giorno dopo mi rivogliate bene...

E Voi, cosa ne pensate? Ha ragione Epicuro?

giovedì 4 ottobre 2018

Ottobre... NON E'(più)UN MIO PROBLEMA

Già ottobre


Urge un rientro - nel blog intendo - un’improvvisata, una spinta alla ripartenza.

Che poi, si sa, passa punto passa tutto, e già settembre è andato a suon di inserimenti a scuola, assestamenti post vacanza a mantra ripetuti quotidianamente sul genere lestatetornaprestolestatetornaprestolestate

In verità, l’autunno mi piace un sacco. L’autunno e pure la nuova avventura scolastica appena avviata. Lo Gnomo è in prima elementare e la Principessa ha faticato molto a staccarsi dal calore domestico ma adesso staziona felice tra i minuscoli banchi della scuola dell’infanzia - che emozione, finalmente si respir... OPS! L’HO DETTO – concedetemi un ghigno. 

L’autunno mi piace, SÌ. Mi sa di novità, di rinnovo, di sorprese dietro l’angolo. 

Bello, l’autunno

Qualcosa dell’estate, tuttavia, me la voglio tenere. Le foto al mare, penserete voi, il ricordo delle sagre, i rudimenti da estetista improvvisata di cui chi mi ha seguito ha letto... E invece NO

No, no. 

Io dell’estate mi voglio tenere un MOTTO. Voglio un autunno al gusto di motto estivo, un motto sentito, che non è mio ma di cui mi voglio appropriare. 

IL PROBLEMA NON È (più) MIO 

Da dove proviene questa perla di saggezza? 

Ve lo ricordate la top summer di Elisabetta Brustio, l’iniziativa che prevedeva di riportare tra le altre cose una frase significativa da dedicare a noi stessi e agli altri? 

Ebbene, tra tutte le frasi e le citazioni sfoggiate in lungo e in largo dai blogger che hanno partecipato al gioco, la mia amica Fede, del blog Squitty dentro l'armadio, è la mia personalissima virtual campionessa per il suo fondamentale contributo

IL PROBLEMA NON È (più) MIO 

Chi non ha mai sognato di rispondere disinvoltamente con una simil frase alle richieste o alle recriminazioni del rompipalle di turno! 

Che vi devo dire, a me mi si è aperto un mondo. 

Il problema non è mio.

Il problema non è più mio.

Voglio un ottobre così, un ottobre all'insegna dei problemi che non sono i miei

Perciò, ho buttato giù una lista rapida e sintetica per poter sfoggiare al meglio il mio nuovo credo assolutamente in antitesi con la mia proverbiale natura da crocerossina. Ho voluto sottolineare tra me e me cosa è IMPORTANTE per questo mese che desidero rappresenti una chiave di volta e cosa invece NON E’ (più) UN MIO PROBLEMA

Or dunque, ho iniziato da poche cose. Poche ma buone

- Ritrovare a breve lavoro IMPORTANTE 

- Seguire attentamente i pargoli in questa fase di inserimento scolastico IMPORTANTE 

- Dare un senso al disordine accumulato a casa (sarebbe pure ora) IMPORTANTE

- Ritagliare un minimo di spazio temporale per me stessa da dedicare al mio blog, ai blog del cuore che puntualmente con mio sommo dispiacere non riesco a seguire, alla scrittura in genere che risulta essere l'unica linfa in grado di rigenerarmi  IMPORTANTE  


- I suoceri che si sono appena trasferiti e necessitano di una balia h24 a discapito di tutto il resto NON E’ UN MIO PROBLEMA 

- L’amica che prima accetta di organizzare le maledette riunioni domestiche di vendita cosmetici e cianfrusaglie varie e che chiede sempre a me di convincere le persone ad andarci NON E’ Più UN MIO PROBLEMA 

- Le richieste costanti di scrittura perchétuseibrava riguardanti: auguri di compleanno, poesie da regalare, frasi originali in occasione di matrimoni, battesimi, prima comunione, pensiero alla maestra, funerali e reclami d’ogni sorta per ogni genere di disavventura NON E’ UN MIO PROBLEMA, scriveteveli da soli le frasi e anche i reclami che per altro un tempo lo scrivano era un mestiere ben pagato. 

Insomma, è giunto il momento di imparare a dire NO. Qualcuno ci rimarrà male? Qualcun altro si offenderà? Bè, a dirvela in breve, NON è PIU' UN MIO PROBLEMA. 

E per Voi? Qual’ è il motto, la scintilla, il buono proposito sulle ali del quale avete fatto partire questo autunno?

mercoledì 12 settembre 2018

Cronache di Straordinario Truccamento... e fine di un'Estate - Seconda Puntata


Così, è passato. Il matrimonio, quello di cui vi avevo parlato un post fa e a causa del quale volevo dedicare un approfondimento intorno all'universo make up sul quale, ve lo devo dire, mi sono fatta una cultura. 

È andato tutto come doveva andare, gli sposi si son sposati, i miei tesori – paggetto e damigella – sono stati impeccabili, la festa s’è fatta, gli invitati hanno banchettato a dovere, il vino è sceso a fiumi, e, nonostante gli scompensi dello stress del prima, gli eccessi del durante e gli strascichi del dopo, siamo tutti sopravvissuti. 

Ed Io? E la mia missione di truccatrice profescional? Bè, modestia a parte, sono stata una grande. Ma quale Magali Beauvue, quale Clio Zammatteo in arte Makeup, la vera regina del vienichetitruccoIoalmatrimonio è qui che ve ne scrive; e mentre lo dico scodinzolo fiera di unghie ancora rosse con lunghezza sopra la – mia – media e ritocco artistico sull'anulare – mica robetta da niente.  

Perché Io, ero pronta. Mi ero equipaggiata di tutto. Avevo studiato su decine e decine di tutorial in giro per internet, avevo preso appunti, avevo severamente interrogato le commesse di ogni singolo negozio di cosmetica in cui avevo messo piede – in particolare, avvicinatevi che ve lo dico sottovoce, sia mai che come in passato mi si accusi di fare pubblicità occulta nei miei articoli… le commesse del negozio Kiko, che poi è stato la miniera principale di acquisizione, essendo la catena meno cara e più fornita che mi sono ritrovata al sud.
 

Insomma, Io, finalmente sapevo di lisciante, di primer hard, medium, light, di tonalità di correttori verdi, arancio, salmonati, sabbia, di fard e fondotinta, di counturing – che non è uno sport da praticare in mezzo al deserto – e camouflage, di illuminanti, di blanch, di sfumature a freddo, di terre abbozzanti, di tinte labbra con durate stratosferiche e passaggi di eyeliner che neppure un architetto poteva eguagliarmi per precisione. 

Sapevo tutto. Mi ero esercitata su tutto e prima del fatidico 3 settembre avevo fatto prove e riprove su ogni componente femminile della famiglia che sarebbe dovuto passare sotto le mie mani, tanto che ad un certo punto ero stata costretta a bloccare ogni esercitazione per il rischio di terminare la scorta dei prodotti ancora prima che arrivasse la mattina delle nozze. 

E forse è stato quello. È stato quel giorno di stacco. È stata l’interruzione del filo diretto d’allenamento a cui mi ero abituata. Fatto stà che all’ora X, quando zie e cugine si sono accalcate intorno al salone di estetica allestito come un campo da guerra in sala da pranzo, io ho dimenticato ogni nuova nozione immagazzinata ed ho fatto quello che faccio di solito: crema idratante, un filo di fondotinta per tutte, una spolverata di cipria, ombretto, rossetto e via. 

Un successone

Le cose semplici sono sempre quelle che riescono meglio. 

Le cose semplici. Come l’estate che è appena scivolata tra le dita. Un’estate liquida di emozioni e sentimento, di ricordi ritrovati e di momenti nuovi oramai indimenticabili. 

La tengo ancora qui, quest’estate, tra il pollice e l’indice, tra il cuore e l’anima, la osservo da tutte le angolazione e negli scatti che rimarranno indelebili, a dispetto del tempo che si occuperà di corroderli nelle mente. 

Qualche giorno ancora

Ancora qualche giorno, per accarezzare lieve la fuga con i pargoli da Roma, il soggiorno in Calabria da nonna, la nostra prima avventura di tre giorni on the road in Sicilia, il mare, i monti, gli amici, gli stralci di radici recuperate e tenute in mano davanti agli sguardi piccoli ma dilatati dei miei figli, affinché lo stupore si tramutasse nella consapevolezza delle origini, senza un programma, senza aver preventivato nulla. 

Le cose semplici sono sempre quelle che riescono meglio. 

La felicità risiede nei semplici momenti della vita, quelli che ti volti a guardare e ti accorgi che stai sorridendo. 



AU REVOIR ESTATE!

domenica 26 agosto 2018

Cronache di Straordinario... Truccamento - Prima Puntata


Le ferie si stanno prolungando.

C’è un motivo, lunedì 3 settembre si sposa una cugina. Non una cugina qualsiasi, bensì La Cugina, quella gemellata, quella con cui sono cresciuta, la cugina del cuore, la sorella più piccola che la vita mi ha regalato per via laterale. 

Non è una cosa da poco, e chi di voi ha avuto a che fare con un matrimonio terronico sa a cosa mi riferisco. 

Noi, poi, avremo un ruolo centrale, lo Gnomo è stato insignito dell’illustre nomina di Custode degli anelli, la Principessa invece è stata proclamata Damigella ufficiale. 

Sono mesi che si decide di vestiti, tessuti, tinte, scarpe, calzini, acconciature, posture e sequenze da gestire, tanto che lo Gnomo qualche settimana fa mi ha detto: Senti mamma, non è che quando si sposa la zia G. io posso andare a scuola? 

E sia ben chiaro che Lui a scuola non ci vuole andare mai, neppure per la festa di carnevale. 

Insomma, è stato un lungo periodo di fervidi preparativi, io stessa sono stata chiamata in causa come parte attiva e collaborativa della faccenda, perché a te ti ascoltano, mi ha detto la sposa, che tu c’hai la pazienza del continente - ? -. 

Così, ho preso in carico le nonne, le zie più attempate, i filoni della famiglia meno avvezzi alla cooperazione e li ho condotti per atelier e grandi magazzini, ho corrotto con bomboloni alla crema i diabetici e con panini farciti alla soppressata le arterie intasate dal colesterolo, pur di piegare le volontà ad abiti lunghi, a stole eleganti, a mocassini lucidi, a cravatte alla moda, tutto in base alle attente disposizioni di mia cugina. 

Sembrava apposto, ogni cosa sistemata, il pronto soccorso scongiurato nonostante gli zuccheri ed i grassi, i vestiti dell’intero albero genealogico già negli armadi, gli accessori in salvo nei cassetti, gli animi sereni, la sposa felice, quando è successo

Si è presentata a casa l’Estetista.

L'Estetista, colei che la sposa stessa ha designato e a cui ha dato mandato almeno due anni or sono, ancora prima di decidere la data delle nozze e di fermare chiesa e ristorante. Non una figura professionale qualsiasi, non una che deve alla fin fine smaltarti le unghie, toglierti i peli e passarti un po’ di trucco,  bensì l’Estetista, che per il matrimonio al sud equivale a dire la fata madrina di Cenerentola, in grado di prendere tra le mani la futura sposa e restituirla per il tempo dell’evento Kate Middleton o Belen Rodriguez, in base al gusto. Ma non solo la sposa, troppo semplice, pure la madre della sposa, le sorelle della sposa, le cugine, le zie, le comari, le amiche più strette, l’Estetista per un matrimonio al sud viene sequestrata dalla famiglia interessata fin dall’alba del giorno X ed è in obbligo di sfornare una dietro l’altra delle Litz Taylor, delle Charlize Theron, delle Abigail Spencer, delle Adriana Lima, in base alle età, ovvio, ed alla predisposizione della modella di turno. 

E non è che si sceglie così, a caso, dalle pagine gialle o per via dei servizi offerti correlati al prezzo, l’Estetista per il matrimonio al sud viene selezionata fondandosi su anni di amicizia, di esperienza, di prove di fiducia, di matrimoni regressi ben riusciti e, certamente, dietro sottoscrizione di un patto di sangue la cui principale clausola prevede che qualsiasi cosa accada, fosse anche la morte congiunta di tutti i familiari, per il giorno stabilito, Lei, l’Estetista, sarà presente ed in grado di adempiere a tutti i suoi doveri. 

Alla luce di ciò, dicevamo, si è presentata a casa l’Estetista, e, con la faccia compunta e provata di chi sta per gettare degli innocenti nel fuoco della tragedia, ha annunciato: 

Mi si sono accavallati due matrimoni, non so come ho fatto, ma il 3 potrò sistemare solo le due spose e le rispettive madri. 

MISERICORDIA. L’annuncio dello scoppio della terza guerra mondiale avrebbe combinato meno danni. 

COME-DUE-MATRIMONI, PROPRIO-TU, sciagurata di un’Estetista, eletta tra le elette, ti avevamo dato l’opportunità di rimetterci a nuovo, eri stata onorata dalla nostra preferenza, avevamo scelto Te, era Te, solo Te che volevamo, e tu, proprio tu, dovevi volerci, a Noi, Noi soltanto, unico matrimonio di quel giorno, unico e solo evento a cui dovevi dedicare te stessa. 

IL PANICO

La madre della sposa ha iniziato a farsi vento con il dépliant del make up for wedding, la sposa ha assunto lineamenti tesi tra il livido ed il verde post mortem, le zie hanno preso a scuotere il capo tutte insieme in segno di diniego, le cugine hanno incominciato ad inveire contro l’infame traditrice, sì, traditrice, ora e per sempre. 

Ho tentato di placare gli animi. Ho stoppato le minacce fisiche, ho messo a tacere l’offerta di una cospicua mazzetta affinché Lei, l’Estetista, rinunciasse all’altra sposa e tornasse all’originario patto, ed ho proposto l’unica cosa logica si potesse proporre in quel caso, provare a rintracciare un’altra estetista che potesse occuparsi del resto dell’harem se non altro per il trucco – o lo Straordinario Truccamento, come lo chiama zia Ninella -; questo famigerato trucco che per i matrimoni al sud assume la stessa fondamentale importanza che se si dovesse andare all’Ariston a presentare Sanremo. 

Ma il fato s’era già messo contro

Dopo una serie di telefonate, di contatti, di segnalazioni, di suppliche e preghiere, l’estetista di ripiego non s’era ancora trovata. 

Si sposano tutte il 3, mi ha spiegato una dal vivo, braccata direttamente nel suo negozio, tutte il 3, non è cosa, stiamo diventando scimunite, credimi, ne abbiamo pure più di due a testa di matrimoni. 

Così, l’ho fatto, non so come mi è venuto, perché ho deciso di immolarmi, Io, che ho iniziato forse a vent’anni a passarmi il primo fondotinta e non sono mai andata oltre il fard e la matita nera per gli occhi, proprio Io, ho esordito

Ma quel è il problema, trucco io tutte! Che c’è bisogno di tante camurrie... 

Mi hanno guardata un pò perplesse. Mia cugina ha strabuzzato gli occhi. 

Ma lo sai fare, tu? 

Eccerto, hai dubbi? State serene, compriamo tutto l’occorrente e me la vedo io. 

È in tal modo che è iniziata. E se volete sapere com'è proseguita, ve lo racconto nella prossima puntata.

CONTINUA...


venerdì 17 agosto 2018

Vorrei ma non posto... #top5summer2018

Coi miei tempi e con tutte le relative difficoltà degli spostamenti estivi, che qui è un delirio quotidiano - e tutto sommato felice - di mancate connessioni e niente campo, ECCOMI ad uno degli appuntamenti Estivi che più amo, quello della Top5summer di Elisabetta, del blog ElisabettaGrafica.



 Fate un salto da lei per leggere la sua magnifica presentazione e conoscere le regole per partecipare, io intanto entro nel clou della topfaiv.

Vado?

Vado... 

...con una certa emozione, che io ad eleggere determinate cose mi struggo: non per nulla mi aggiro sempre intorno ad un corollario di centomila differenti scelte del cuore tra le quali non mi so decidere.

Tuttavia, quando s'addafà, 

facciamolo...



1 - La Colonna sonora dell’estate, in realtà l’ho fatta scegliere ai bambini, io non mi sarei mai potuta pronunciare, possiedo una playlist di almeno 20 irrinunciabili canzoni che ascolto con la riproduzione casuale, proprio per non fare torto a nessuno dei pezzi che mi allietano e mi ricaricano l'animo estivo.



Ad ogni modo, il tormentone col quale io e i pargoli ci gasiamo in questa estate 2018 è... 

Tatntaratàaaaa

AMORE CAPOEIRA


gettonatissima, cantatissima, inflazionatissima, ma a noi piace. D'altronde, cercavamo un mare calmo e abbiamo trovato te, Giusy, che le canterai sempre molto commerciali ma che le canti divinamente, da non smettere più di ballare.


2- Il luogo che stazione nel mio cuore, e che ho rivisto di recente, è senz'altro la Villa Comunale del paesello di nonna, in Calabria.

Parlo della Villa Comunale  “Carlo Ruggiero” di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, riconosciuta Monumento Nazionale d'interesse storico–naturalistico dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 Monumento dedicato a Carlo Ruggiero- Immagine da Internet


Il viale centrale della Villa - Immagine da internet

La Villa Comunale di Cittanova venne costruita a proprie spese nel 1880 dal conte Carlo Ruggiero, e donata successivamente dallo stesso al comune. L'ingegnere che la progettò fu lo svizzero Heinrich Fehr, progettista di tantissime altre ville famose in Calabria ed in Sicilia.


Si tratta di 26.515 metri quadri suddivisi in giardini di stampo inglese, due lunghi viali che si incrociano ad X ed un parco vero e proprio che accoglie numerosissime specie vegetali, tra alberi secolari e piante autoctone, esotiche e rare.


Vi si trovano, inoltre, bellissime fontane, aiuole artistiche, monumentali vasche con i pesci, un bocciodromo frequentatissimo dalla gente del paese, un magnifico monumento dedicato ai caduti in guerra e negli ultimi decenni è stato inaugurato un Giardino dei giusti. 


Interno Villa - Immagine da internet

Interno Villa - Immagine da internet

Fontana dei marmi - Immagine da internet

Aiuola interno Villa - Immagine da Internet

Interno Villa - Immagine da internet





Monumento ai caduti - Immagine ai caduti




Ma la vera ed autentica magia della Villa Comunale di Cittanova è sopratutto  lo stretto ed intimo legame che si crea con chi ha la fortuna di viverne le emozioni ad ogni età. La Villa rappresenta infatti il luogo di giochi in infanzia, le fughe romantiche ed innocenti in adolescenza, i segreti confidati alle amiche del cuore tra i pini e le querce mastodontiche in giovinezza, le immagini immortalate nei giorni felici come può essere quello del matrimonio, il conforto di un luogo sereno dove si annidano i ricordi di una vita per chi la vita la guarda oramai dall'alto di una consapevole saggezza e ne respira lo stesso profumo di muschio al sole, di foglie autunnali e di terra cangiante come cambiano le stagioni della vita stessa. 

Interno Villa - Immagine da internet

Viale Villa in autunno - Immagine da Internet
Villa Comunale in inverno - quando la neve cade su tutto l'Aspromonte

Villa Comunale in inverno - quando la neve cade su tutto l'Aspromonte

3 - La frase storica che oramai mi appartiene di diritto e che ripeto con costanza e convinzione quando più serve è la seguente:


Ma non è nato a caso il suddetto motto, è piuttosto venuto spontaneo in una data circostanza.

Eravamo al bar, io e tre ex colleghe nonché buone amiche, si parlava del più e del meno, in attesa che arrivasse il cameriere ed ordinassimo la colazione. Le mie tre amate si erano lanciate, quella mattina, in un processo senza fine alle  presunte intenzionalità diaboliche di tizio e caio, alle sfighe che ci perseguitavano da un pezzo in ufficio e non solo, alla rassegnazione di cui toccava cibarsi davanti all'evidente sofferenza a cui eravamo destinati nella vita.

Sospiravo - ma chi me l'aveva fatto fare a me di andare a fare colazione col trioPositività -, quando all'improvviso il cameriere era arrivato, ed alla domanda di rito, che prendete, io ero esplosa così forte nella mia richiesta che avevano finito per sentirmi anche dall'altra parte del locale:

"Per me un pò di leggerezza in tazza grande, grazie!"

Perché cosa c'è di più bello ed efficace nella vita di un pò di leggerezza? Almeno quando ci è concesso inventarla o anche... ordinarla.


4 -  Le Nomination.

Ora, considerato che sono nettamente in ritardo e che non ho avuto modo/tempo di individuare chi ha nominato chi, io mi lancio. I miei nominati sono tutti blogger che ultimamente latitaticchiano, esattamente come me. 

Io ci provo, ragazzi non mi fate fare brutta figura. 

Dunque, nomino:

1 - Giusi, del blog Semplicemente Giusi

2 - Federica, del blog Squitty dentro l'armadio

3 - Marina, del blog Il taccuino dello scrittore

4 - Massimiliano, del blog Infinitesimale

5 - Serena, del blog Cara Malù

Insomma, miei cari, ovunque voi siate, datevi una mossa, la Top5summer2018 vi attende!

Ringrazio Eli per avermi pensata e coinvolto in questa stupenda e simpatica iniziativa e ne approfitto per lasciare un salutino a TUTTI, mi sa che ci si risente al ritorno dalle ferie. Sono in pieno peregrinaggio siculo con tutta la famiglia. 

BUON PROSEGUIMENTO D'ESTATE, A PRESTO,
Irene <3